Ha fatto comunque bene a provarci però se la situazione è solo peggiorata a questo punto,come dicevo anche prima, se il marito non ne vuole sapere di impegnarsi a risolvere direi che farebbe bene a mandarlo a quel paese e ritrovare così la serenità. Non so quanti anni ha il figlio ma se non è proprio piccolo si accorge che c'è apatia in casa e bene non gli fa comunque.moon373 wrote:Eccomi!
Vedo con piacere che la pensate più o meno come me.
Sono dell'idea che un matrimonio anche con una sola speranza di salvezza vada comunque salvaguardato, al contrario, laddove non c'è più nulla non serve insistere: si soffre e basta.
Tempo fa qualcuno aprì un post simile e in quel frangente dissi che può capitare a tutti di innamorarsi perdutamente di un altro uomo (o donna).
A questo punto ti trovi di fronte ad una scelta: o ti lasci andare, oppure resisti e cerchi di dimenticarti dell'altro.
Credo che se il proprio matrimonio è saldo o, comunque, non naviga in acque turbolente sia giusto cercare di salvaguardare un unione che potrebbe funsionare ma dove non c'è c'è dialogo, non si e più felici e non c'è amore che senso ha?
Questa mia amica ha rinunciato per un matrimonio ai limiti dell'accettabile: zero dialogo, marito che non ti considera per nulla, che ti tratta come una serva, che non ha mai voglia di uscire, di fare vacanze insieme ma che le era fedele e in fondo diceva di amarla.
Ha rinunciato per il figlio.
Ora, a distanza di tre anni la situazione è precipitata: lei è molto depressa e non prova nulla per suo marito: che senso ha avuto?
E' una situazione davvero delicata e solo la tua amica può sapere se preferisce annullarsi per dare una famiglia (che poi sto padre com'è? Bravo o non caga proprio nemmeno il figlio?) al bimbo o se invece vuole rialzarsi e tornare ad essere un po' più serena?