Posted: Fri Jan 28, 2011 1:40 pm
Questa è la domanda più agghiacciante.Paola M. wrote:Ieri sera Jacopo mi ha chiesto come mai i soldati non si sono rifiutati di compiere tali gesti, come mai una persona sola sia riuscita a convincere così tante persone...
me la sono fatta spesso, e non ho trovato risposta, nemmeno nei libri che parimenti se la fanno, come "la banalità del male" e "il farmacista di Auschwitz".
Qualcuno - pochi - si è ribellato. Molti di quei pochi hanno pagato, spesso con la vita.
La cosa che più mi inquieta è che, forse, anch'io non ce l'avrei fatta a ribellarmi, ad essere il cambiamento che si vuole nel mondo (malato, in quell'orrore), per paura, per istinto di conservazione, e, se cresciuta fin da piccola in quell'ambiente, per condizionamento.
Vorrei poter dire: sì, io sarei stata della Rosa Bianca; sì, io sarrei stata tra quei pochissimi medici che mettendo a repentaglio non la carriera, ma proprio la personale sopravvivenza, si rifiutarono di partecipare alla selezione.
Ma non so se ne sarei stata capace.
Per la paura e il male che sono in ogni uomo, in qualsiasi epoca, il giorno della memoria è importantissimo. Anche perché il grande orrore non c'è più, ma forse ci sono piccoli orrori di dignità umana calpestata anche da noi, e a quelli possiamo opporci, pensando che di orrore in orrore, si è arrivati, in un passato neppur troppo remoto, a quelli grandi.