dove mi porterà

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marte71

Post by marte71 »

acqualimpida wrote:a me viene da pensare che tu viva come un'intrusione la richiesta di tua figlia di starti vicino la notte nel tuo letto, quel letto e quello spazio che ti sei conquistata a fatica e che ti mancava da piccolina..
infatto acqua, è quello che mi ha detto la psico.
beatrix

Post by beatrix »

marte71 wrote:è quello che sto provando a fare. e razionalmente la mia mente lo sa che io non sono quella bambina, che mia figlia è un essere unico e irripetibile, diverso da me e che devo trovare il mio modo. ma faccio fatica, perchè alla fine prediligo sempre lei, a scapito mio. prediligo difendere il mio io bambina...
A me ha colpito quel che dicevi a proposito dell'averla messa nel suo letto, e aver insisitito nonstante i mille mila risvegli, perché ti sentivi soffocare.

Poi dici questo, che privilegi sempre lei perché rappresenta il tuo "io bambina".

E mi viene da pensare, ti credo che ogni tanto metti un muro tra te e lei, ti credo che ti senti (sentivi?) soffocare!

A me è successo la stessa cosa con i gemelli, mi davano proprio claustrofobia, c'erano momenti nella giornata in cui avevo bisogno di lasciarli ad altri e scappare. Non ho mai indagato questa cosa, ma posso dirti che su questo fronte ti capisco...
marte71

Post by marte71 »

beatrix wrote:A me ha colpito quel che dicevi a proposito dell'averla messa nel suo letto, e aver insisitito nonstante i mille mila risvegli, perché ti sentivi soffocare.

Poi dici questo, che privilegi sempre lei perché rappresenta il tuo "io bambina".

E mi viene da pensare, ti credo che ogni tanto metti un muro tra te e lei, ti credo che ti senti (sentivi?) soffocare!

A me è successo la stessa cosa con i gemelli, mi davano proprio claustrofobia, c'erano momenti nella giornata in cui avevo bisogno di lasciarli ad altri e scappare. Non ho mai indagato questa cosa, ma posso dirti che su questo fronte ti capisco...
uh si mi sentivo proprio soffocare. io che ho sempre lavorato 10 ore fuori casa, all'improvviso mi sentivo prigioniera di questo esserino completamente dipendente da me. ricordo che ai primi mesi di gio ad un certo punto ho sbottato con mio marito dicendo questa frase: qui non c'è sabato e non c'è domenica. è per la vita e non c'è mai pace.
era come se lei dovesse rimanere così per sempre. se non dovesse crescere. mi sembrava di essermi cacciata in un qualcosa di irrisolvibile ed eterno.
poi è cresciuta, io sono uscita probabilmente dalla depressione post-partum (che non sapevo nemmeno di avere al tempo) e tutto ha preso una dimensione più umana. ma forse il senso di colpa, forse la mia storia, hanno fatto in modo che comunque io mettessi sempre prima lei, cacciandomi nell'angolino. e a furia di farlo, ho cominciato a star male. poi i problemi con mio marito, e tante altre cose hanno fatto si che arrivassero gli attacchi di panico. ora ci sto lavorando, ma è dura trovare sto benedetto equilibrio.
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