Simo, tu sai come ti capisco tesoro...
io dopo 8 anni ancora soffro, soprattutto dal periodo della sua malattia ( natale ) fino alla sua morte ( due giorni dopo il mio compleanno ).
Al contario di te, io ho pianto molto, ho toccato il fondo e poi sono risalita e il dolore non è mai passato, forse si è attenuato leggermente ma ancora forte quando ci penso.
Dicono che il tempo allevia le sofferenze, io dico che dipende molto dal carattere e dall'emotività che una persona ha...ognuno di noi ha una percezione diversa del dolore e dell'affrontare un lutto.
Datti ancora tempo, la ferita è ancora fresca...
ti abbraccio forte :abbraccio:
Affrontare il dolore
Moderator: Paola
- Titty
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"Ogni giorno lo sento battere questo cuore, lo vivo anche quando ne sono lontana, e piango e rido e mi emoziono e mi sento parte di questa vita.
Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
" è difficile avere tutta una vita felice ma tanti giorni felici fanno una vita felice... "( Evelina )
T.Rex 29.04.2008
Ezechiele 09.12.2011

Anch'io con le mie piccole vicende quotidiane che passo all'interno di questa linfa che circola nelle vene di Noi mamme"( Viola52.)
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Ezechiele 09.12.2011

- ziaco
- Ambasciatore

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- Joined: Wed Sep 16, 2009 10:53 am
Ecco, mi ricordavo bene.Daria wrote:si prendo il cipralex ma non mi sta aiutando tanto
Io quoto Sheireh.
Intanto questi farmaci deve prescriverli uno specialista, non il medico di base.
E poi credo che parlando con una persona competente, potresti addirittura evitare l uso di farmaci, o trovare quello che ti sappia aiutare.
Rivolgersi ad uno psichiatra psicoterapetuta, non è un fatto di cui vergognarsi.
A me sta aiutando. :abbraccio:
- Alessandra_Rotondi
- Utente NM

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Innanzitutto mi scuso per l’attesa. Sono partita pensando di riuscire a connettermi e rimanere collegata con il forum ma, contro le mie aspettative, non è stato così.Daria wrote:Gentilissima dottoressa, le scrivo per avere un suo parere, ho perso mio padre 9 mesi fa, sto ancora male e non riesco ad affrontare la sua morte, mi nascondo dietro ad una vita apparentemente serena e tranquilla, ma dentro e' un inferno, non c'e' giorno che appena pensi a lui non mi venga da piagere , e per evitare di entrare in crisi cerco di non farlo, non guardo le sue foto, vado poco al cimitero, non rileggo un diario della sua malattia che avevo tenuto. Mi chiedo fino a che punto sia giusto pero' scappare, non sarebbe forse meglio affrontare questo dolore, sprofondare e toccare il fondo e poi cominciare a riemergere? A volte mi metto davanti al pc e vorrei leggere, ricordare, ripensare, soprattutto ai suoi ultimi giorni in vita, che sono sempre quelli che mi tornano in mente, dar sfogo al dolore una volta per tutte e ritornare un po' serena, ma poi ho paura di non essere ancora pronta. Cosa ne pensa? Come e' meglio affrontare un lutto ?
Grazie di cuore per l'attenzione
La perdita di una persona cara può essere un’esperienza dolorosa anche molto lunga. E’ chiaro che entrano in gioco tante variabili, legate ai singoli individui, ai loro contesti, alle loro relazioni… Qui ora non mi soffermerei perché non conosco bene la sua situazione.
Il suo racconto però dice la sua grande sofferenza e il suo impegno per cercare di sottrarsene, di “scappare” davanti al dolore.
Forse è la paura che la fa scappare? La paura non è solo negativa, le indica che lei sente un pericolo.
Il fatto è che “evitare di entrare in crisi”, non la protegge veramente da questo dolore.
Allora questo dolore va affrontato. E' importante “non reprimere”. Evitare non favorisce l’elaborazione del lutto.
Certo questo va calato su di lei, con i tempi e i modi che lei si sente di poter “reggere”. Se non si sente di affrontare questa cosa da sola, può farsi accompagnare da uno psicoterapeuta che la sostenga in questo percorso.
La strada per l’elaborazione del lutto non è certo facile ma credo che possa portarla da qualche parte significativa: il dolore può essere un passaggio di crescita psicologica.