inClaudette wrote:L'argomento meriterebbe giorni e giorni di discussione....
Parlo da lavoratrice che fa' un mestiere "tradizionale", che dovrebbe permettere la normale gestione di casa e famiglia, sono un'insegnante.
Non lo sono sempre stata, ho lavorato nel privato e vedo e ho sperimentato quanto l'essere madri taglia le gambe alla carriera, alla soddisfazione lavorativa, all'apprezzamento di superiori e colleghi.
Ma nessuno si è chiesto mai chi pagherà le nostre pensioni (parlo proprio terra terra, eh!) se non ci sono donne disposte a sfornare pargoli?
O si pensa che ci penseranno le immigrate, chè tanto "sfornano sempre"?
Se si riflettesse su questo, e sul fatto che in sede di colloquio di qualunque altro Paese europeo, se sei donna ti propongono SEMPRE l'opzione part-time, non sarebbe forse diverso?
O semplicemente il fatto evidente che una educazione accurata risparmierebbe soldi a palate allo Stato in termini di lotta alla droga, arginamento della delinquenza minorile (e non solo), prevenzione dell'abbandono scolastico e dei vari disastri anche stradali, non sarebbe un incentivo per riqualificare finalmente il lavoro delle madri, per non parlare poi della formazione delle future eccellenze intellettuali e dirigenziali?
Forse si pensa che 'ste benedette donne debbano in partenza rinunciare al lavoro e dedicarsi a cercare un "buon partito" che le mantenga con tanto di prole (Berlusconi, infatti, per la questione femminile consigliava a tutte di sposarsi Piersilvio :eeeeeeeeeee. ), ma allora anche tutto il Paese arretrerebbe alle soglie del Terzo Mondo e si ricomincerebbe magari a portare il velo, chissà.
Vabbè, sono stata luuuuunga, perdonatemi, siate buone dai! :cisssss:
questo paese non esiste visione lungimirante. È una zattera dalla quale si arraffa ciò che resta per poi fuggire. Sempre la stessa storia!

