Rie wrote:
Non sei egoista.
Puoi e vuoi stare sempre con il tuo cucciolo.
Hai un'esigenza emotiva a cui dai giustamente seguito E si tratta di un'esigenza in perfetto accordo con una situazione più che naturale.
Basta pensare ad altre epoche, o ad altri luoghi in questa stessa epoca:è una malintesa visione dell'indipendenza infantile, questa voglia di precoce distacco indotto, così miope da dimenticare che il distacco fisiologico è più vicino di quanto si pensi, e proprio un attaccamento sicuro può favorirlo.
Della serie Rie lo dice meglio!
E fortunato il tuo cucciolo che ha una madre che avverte questa esigenza così tanto in accordo con la natura, ti capisco, io lo porto anche dalla ginecologa in passeggino al di là del separè.....ma se dorme in casa e qualcuno, il papà sorveglia il suo sonno?
Penso che il fatto di dire che questa esigenza è soggettiva, nasconda un po' un alibi per chi non l'avverte, ma non cancella il fatto che chi la prova è più sereno e in sintonia con la natura dell'essere madre (senza per questo voler criminalizzare chi a questa 'naturalità' rinuncia più facilmente).
Ma nello stesso tempo cercherei di non cedere all'eccesso di non riuscire a sfruttare quei momenti in cui il bimbo sta bene comunque anche sorvegliato da nonni o meglio dal papà (come l'esempio che facevo del sonnellino) quando vestirlo per uscire sarebbe solo un torto verso di lui e tu sbrigheresti la commissione più agevolmente,
Più che di egoismo, parlerei di ragionevolezza: proverei, nei prossimi mesi, a rendermi conto se veramente il papà, per esempio, non è in grado di affrontare un risveglio anticipato o se sono io che, complice anche la normale esogestazione, non mi fido di nessuno per un eccesso di apprensione. Possibile che solo in sala d'attesa è affidabile e non anche in brevi periodi in casa vostra mentre il suo bambino dorme?
Questo sì, lo trovo giustamente più soggettivo (il proprio limite di sopportazione di un breve distacco per provvedere a varie mansioni necessarie) piuttosto che il fatto di avere o no un'esigenza che Rie stessa definisce naturale.
Certo che rimane soggettiva anche la scelta di assecondare o no la natura (che se ne senta più esigenza o meno) anche per motivi meno oggettivamente 'necessari' come una cena a lume di candela, ma secondo me è questo che semmai contiene una punta di pur 'sano' (cioè non 'colpevole' salvo prenderci troppo gusto) egoismo.
la frase sul distacco fisiologico, la sottoscrivo senza alcuna esitazione!