I neonati sono animali selvaggi, niente di meno. E come tali, per adattarsi ad un mondo che non è quello naturale hanno bisogno di tempo e modifiche fisiche e psicologiche. Chiaro che con il tempo che passa si adattano allo stile di vita in modo più conscio, ma finché sono esclusivamente istinto - come i primi mesi - che nascano in Italia o nel mezzo della foresta amazzonica, adesso o un milione di anni fa, le cose che li fanno star bene, le necessità e i comportamenti... sono sempre quelli.LauraDani wrote:grazie ila per la risposta
è una roba affascinante, almeno per me
è come dire che, facendo le debite proporzioni, i neonati sono "stressati" da questo nostro modo di vivere
Reflusso
- Sheireh
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"Mi viene in mente solo un'espressione leggendoti: pacha mama ossia madre terra in lingua quechua" - Marylizard

- Alessia
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ho letto proprio ieri un articolo su UPPA riguardante il reflusso: il pediatra sosteneva che secondo lui il reflusso è come una "moda", cioè i bambini ne hanno sempre sofferto, solo che una volta le mamme pazientavano fino allo svezzamento, ora le case farmaceutiche ne hanno fatto un caso per vendere gli antiacidi.
questa è la sua teoria, la mia è diversa: ho avuto entrambi i bambini col reflusso, davide vomitava a getto (brutto spettacolo, davvero, già dai primi giorni in piena notte dovevo cambiare anche il materassino della carrozzina per quanto rigettava il latte), poco prima dei due mesi ha smesso di attaccarsi al seno e piangere ininterrottamente, una volta l'abbiamo anche portato in ospedale per quanto piangeva.
il ranidil ci ha risolto la vita: anche se lui continuava a vomitare non era più stremato dal dolore e riusciva a mangiare.
mio marito soffre di reflusso e mi dice che il bruciore a volte è davvero insopportabile per noi adulti, figuriamoci per i bambini che sono costretti a stare sempre stesi e pieni di latte.
anche mirco ha avuto lo stesso problema, meno importante del fratello, ma di grado medio e comunque molto fastidioso, non vomitava, ma anche lui cominciava a non voler più mangiare: con lui ha funzionato il lansoprazolo.
tutto questo per dire che secondo me il reflusso, non so per quale causa, ora è sempre più diffuso e fastidioso del vecchio rigurgito (che tutti i bambini hanno sempre avuto), magari può dipendere da un "indebolimento" dato dall'evoluzione (di sicuro dico una cazzata), comunque mia madre mi racconta del mio rigurgito, dell'insofferenza, ma nulla a confronto con quello che hanno passato i miei.
io le case farmaceutiche in questo caso non posso che ringraziarle.
questa è la sua teoria, la mia è diversa: ho avuto entrambi i bambini col reflusso, davide vomitava a getto (brutto spettacolo, davvero, già dai primi giorni in piena notte dovevo cambiare anche il materassino della carrozzina per quanto rigettava il latte), poco prima dei due mesi ha smesso di attaccarsi al seno e piangere ininterrottamente, una volta l'abbiamo anche portato in ospedale per quanto piangeva.
il ranidil ci ha risolto la vita: anche se lui continuava a vomitare non era più stremato dal dolore e riusciva a mangiare.
mio marito soffre di reflusso e mi dice che il bruciore a volte è davvero insopportabile per noi adulti, figuriamoci per i bambini che sono costretti a stare sempre stesi e pieni di latte.
anche mirco ha avuto lo stesso problema, meno importante del fratello, ma di grado medio e comunque molto fastidioso, non vomitava, ma anche lui cominciava a non voler più mangiare: con lui ha funzionato il lansoprazolo.
tutto questo per dire che secondo me il reflusso, non so per quale causa, ora è sempre più diffuso e fastidioso del vecchio rigurgito (che tutti i bambini hanno sempre avuto), magari può dipendere da un "indebolimento" dato dall'evoluzione (di sicuro dico una cazzata), comunque mia madre mi racconta del mio rigurgito, dell'insofferenza, ma nulla a confronto con quello che hanno passato i miei.
io le case farmaceutiche in questo caso non posso che ringraziarle.
[SIGPIC][/SIGPIC]I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
Sono i figli e le figlie della vita stessa.
Essi non vengono da voi, ma attraverso di voi,
e non vi appartengono benché viviate insieme.
Potete amarli, ma non costringerli ai vostri pensieri,
poiché essi hanno i loro pensieri.
Potete custodire i loro corpi, ma non le anime loro,
poiché abitano case future, che neppure in sogno potrete visitare.
Cercherete d’imitarli, ma non potrete farli simili a voi,
poiché la vita procede e non s’attarda su ieri.
Voi siete gli archi da cui i figli, le vostre frecce vive, sono scoccate lontano.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero infinito, e con la forza vi tende,
affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
In gioia siate tesi nelle mani dell’Arciere,
poiché, come ama il volo della freccia, così l’immobilità dell’arco
</ARTICLE> (Kahlil Gibran)
- lenina
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