Purtroppo non faccio un lavoro che mi piace.
Sono di indole artistico-umanistica, se avessi potuto proseguire gli studi, avrei voluto fare qualcosa legato all'arte, tipo restauratrice ad esempio.
Invece faccio controllo di gestione per un'azienda di servizi, sono alle prese tutti i giorni con numeri, indicatori, quantità vendute, ecc.
Non ho mai provato a cambiare a causa della necessità di avere un'entrata fissa che veniva girata in toto in famiglia, finchè non mi son sposata.
Il lavoro che ho è stato il primo che ho trovato subito dopo la maturità, quando in famiglia eravamo nella cacca a causa della morte di mio padre.
Sono anche stata fortunata in un certo senso: ho trovato subito un lavoro a tempo indeterminato, in un'azienda che lavora in un settore che non risente particolarmente della crisi, quindi il mio stipendio è sicuro, abbiamo anche qualche vantaggio dato dal ns contratto di riferimento, i miei colleghi ed il mio capo sono persone splendide, l'ambiente è composto da talmente tante persone che potremmo tranquillamente popolare un piccolo paese di provincia, quindi anche i confronti sul lato umano non mancano...insomma, al lato pratico non avrei di che lamentarmi.
Di certo siamo agli antipodi rispetto a ciò che avrei voluto fare.
ama il lavoro che fai, e non dovrai più lavorare un giorno della tua vita
Moderator: Paola
- valedirimini
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- stefyna77
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Non ci crederai ma stanotte in un momento d'insonnia pensavo proprio a questo.
sarà che ultimamente mi pesa, sarà che non mi sento per niente realizzata, ma stavo appunto riflettendo
sul fatto che alla mattina non mi alzo felice di andare al lavoro. Ed è triste perchè ho davanti una vita di lavoro
che mi aspetta. Non sarebbe meglio, come dici tu, farlo col sorriso ? con la gioia ?
Passo più tempo in ufficio che coi miei figli.
Poi, per carità, mi rendo conto che mi lamento del brodo grasso. Faccio 6 ore e riesco ad andarli a prendere
all'asilo. E soprattutto un lavoro ce l'ho (altrimenti non potremmo pagare il mutuo).
Quindi come tantissima altra gente chino la testa e vado avanti, nel nome dei soldi, come al solito.
Per lo stipendio.
E mi sento un pò vigliacca, perchè metto davanti i soldi alla mia soddisfazione personale.
Ma cosa si può fare ?
La vita è questa, credo . Per come l'ho conosciuta fin'ora.
Sarà che mi hanno insegnato che il lavoro serve per i soldi e che bisogna anche abbassare
la cresta e anzi ringraziare umilmente chi il lavoro te lo da (questa cosa non l'ho mai capita comunque...).
Sono arrivata a questa conclusione :
il mio obiettivo è mantenere la famiglia, crescere i miei figli...il lavoro è solo il "contorno" diciamo.
Spero di insegnare loro però che è importante amare il proprio lavoro, scegliere qualcosa che piace
davvero, in cui si crede davvero, a costo di sacrifici.
Cosa che a me non hanno insegnato.
Insomma... mando giù il rospo e tiro lo stipendio.
sarà che ultimamente mi pesa, sarà che non mi sento per niente realizzata, ma stavo appunto riflettendo
sul fatto che alla mattina non mi alzo felice di andare al lavoro. Ed è triste perchè ho davanti una vita di lavoro
che mi aspetta. Non sarebbe meglio, come dici tu, farlo col sorriso ? con la gioia ?
Passo più tempo in ufficio che coi miei figli.
Poi, per carità, mi rendo conto che mi lamento del brodo grasso. Faccio 6 ore e riesco ad andarli a prendere
all'asilo. E soprattutto un lavoro ce l'ho (altrimenti non potremmo pagare il mutuo).
Quindi come tantissima altra gente chino la testa e vado avanti, nel nome dei soldi, come al solito.
Per lo stipendio.
E mi sento un pò vigliacca, perchè metto davanti i soldi alla mia soddisfazione personale.
Ma cosa si può fare ?
La vita è questa, credo . Per come l'ho conosciuta fin'ora.
Sarà che mi hanno insegnato che il lavoro serve per i soldi e che bisogna anche abbassare
la cresta e anzi ringraziare umilmente chi il lavoro te lo da (questa cosa non l'ho mai capita comunque...).
Sono arrivata a questa conclusione :
il mio obiettivo è mantenere la famiglia, crescere i miei figli...il lavoro è solo il "contorno" diciamo.
Spero di insegnare loro però che è importante amare il proprio lavoro, scegliere qualcosa che piace
davvero, in cui si crede davvero, a costo di sacrifici.
Cosa che a me non hanno insegnato.
Insomma... mando giù il rospo e tiro lo stipendio.


