Io sono cinica, penso che l'amore non basti.
Continui ad amare una persona ma ti senti svuotato, non ce la fai più ad affrontare tutto.
Ne stiamo uscendo a poco a poco, ma abbiamo passato mesi da incubo, mio marito che non riusciva a incassare cifre da brivido (36000 euro di insoluti non sono facili da digerire, è come aver lavorato un anno intero per niente) e io oppressa da una montagna di tasse, con uno stipendio ridotto al lumicino, le indennità cancellate dalla finanziaria di luglio (altri 10000 euro) e il rischio concreto di non vedere lo stipendio a dicembre.
Lui si chiudeva sempre più in sè stesso, forse vergognandosi di non poter provvedere alla sua famiglia, io che per pagare i conti ho chiesto di nascosto un prestito ai miei genitori, di nascosto per non farlo sentire ancora più impotente.
Ma i silenzi dividono, l'insonnia divora, la paura di non poter provvedere alla bimba uccide. Lui che pensa: spero che mi lasci, io sono solo un debito. Io che penso: ne usciremo. Ma ci credo sempre meno.
Poi qualche soldo è arrivato. Ne mancano ancora, ma un raggio di sole ha fatto capolino nel grigiore.
Il solo modo in cui riuscivamo a stare vicini era fare l'amore. Ma l'abbiamo vista brutta.
I problemi economici dividono la coppia?
Moderator: Paola
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Quoto tutto tranne la prima frase, non credo sia una questione di cinismo, ma di natura umana, purtroppo.Trilli2011 wrote:Io sono cinica, penso che l'amore non basti.
Continui ad amare una persona ma ti senti svuotato, non ce la fai più ad affrontare tutto.
Ne stiamo uscendo a poco a poco, ma abbiamo passato mesi da incubo, mio marito che non riusciva a incassare cifre da brivido (36000 euro di insoluti non sono facili da digerire, è come aver lavorato un anno intero per niente) e io oppressa da una montagna di tasse, con uno stipendio ridotto al lumicino, le indennità cancellate dalla finanziaria di luglio (altri 10000 euro) e il rischio concreto di non vedere lo stipendio a dicembre.
Lui si chiudeva sempre più in sè stesso, forse vergognandosi di non poter provvedere alla sua famiglia, io che per pagare i conti ho chiesto di nascosto un prestito ai miei genitori, di nascosto per non farlo sentire ancora più impotente.
Ma i silenzi dividono, l'insonnia divora, la paura di non poter provvedere alla bimba uccide. Lui che pensa: spero che mi lasci, io sono solo un debito. Io che penso: ne usciremo. Ma ci credo sempre meno.
Poi qualche soldo è arrivato. Ne mancano ancora, ma un raggio di sole ha fatto capolino nel grigiore.
Il solo modo in cui riuscivamo a stare vicini era fare l'amore. Ma l'abbiamo vista brutta.
Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.
- la Martina
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