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Posted: Thu Jan 19, 2012 12:21 pm
by micmar
Teresa wrote:ma guarda lella, dipende.
Io per prima ho delle reazioni diverse a seconda di come mi viene venduto la "defaillance".

Se Carla mi dice (ed e' successo), mamma ho preso tal voto in matematica, mannaccia, ho sbagliato questa tal cosa.
E' un conto.

Vuol dire che lei e' "in linea" con i suoi impegni, ma ha toppato. Pazienza.
Capita a tutti, a me spesso e volentieri.

Altro e' dire (ed e' successo anche questo), ho preso questo tal voto in matematica, va beh, tanto e' un buon voto no?!

Insomma se hai detto a tuo figlio che vuoi che lui faccia del suo meglio e' secondo me una cosa giusta.

Altro e' capire che in quel momento il meglio che puo' dare e' quello e quindi rimandare a tempi migliori la voglia di starci dietro.

Io ti so donna e mamma estremamente saggia e pratica.
Lo dico e lo penso veramente.

Non ti crucciare, perche' io so che sei sulla strada giusta.
quoto
però nel caso di kida forse le maestre non danno peso all'ordine perchè si sono rese conto che in questo momento per lui non è un obiettivo raggiungibile.
io parlerei con loro perchè questo non è un aspetto secondario

Posted: Thu Jan 19, 2012 12:38 pm
by lenina
Teresa wrote:si, confesso che ho sorriso.

Comunque, per rispondere anche a Matiti, io sono dell'avviso contrario.
Anche se un avviso molto impopolare.

MA e' davvero deprecabile avere addosso la tensione emotiva di non deludere i genitori?
Qui non si sta parlando di bambini ma di genitori.

A me questa tensione ha portato a dare sempre il massimo e grazie a questa "tensione emotiva", al piacere di vederli condividere i miei successi, oggi mi sento una donna realizzata.

Credo che la mia laurea in ingegneria sia soprattutto merito di questa tensione che mi ha fatto da traino, da motivazione, da spinta interiore.

poi, sono sicura, i miei genitori sarebbero stati felici a prescindere, perche' mi amano e mi sono sempre sentita amata.
Ma il sapere che cio' che facevo lo facevo ANCHE per loro (non solo per me), ha rappresentato e rappresenta una grande spinta motivazionale.
Mio cugino ha la mia età, figlio unico arrivato quando non ci speravano più.
Tensione emotiva altissima.
Un giorno alle superiori ha preso un sette e si e' ritirato da scuola.
Non ha più voluto andarci in nessun modo.

Probabilmente lui era troppo sensibile rispetto alle aspettative dei suoi, magari era instabile di suo.

Però nel dubbio ritengo che non sia giusto caricare i figli di tensione emotiva.

Quanto al discorso ordine io scrivo male ancora adesso.
Leggibile ma le mie pagine non hanno mai l'aria ordinata.

Tutto lo stress ricevuto alle elementari a questo proposito e' stato inutile ma sicuuramente il non essere ordinata non ha compromesso in nessun modo la mia carriera scolastica.

Posted: Thu Jan 19, 2012 12:41 pm
by lenina
(Senza contare che io per prima per rendere mio padre orgoglioso di me ho rinunciato in buona parte alla mia adolescenza, spero veramente di saper evitare di caricare i miei figli delle mie aspettative)