Parto da qui.claudia wrote:Ricordavo il prof di religione che mia figlia aveva alle medie come un uomo che dava ai ragazzi molti spunti per fare delle riflessioni e dibattiti fra di loro.
Parlava di religioni diverse da quella cattolica, invitava nelle classi dei rappresentanti delle stesse.
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A Scuola, questo percorso è una decisione PERSONALE dell'insegnante dato che, LE DUE ORE di religione sono espressamente di RELIGIONE CATTOLICA (IRC Insegnamento Religione Cattolica).
Lo specifico perché spesso le mamme si lamentano che gli insegnanti non fanno questo percorso, soprattutto se sono quelli inviati dalla curia e non sono i loro insegnanti che sono abilitati per fare anche religione.
Questo non vuol dire che li fanno pregare, al massimo possono fare le analisi delle preghiere ma non possono pretendere che le sappiano a memoria o che facciano catechismo.
Il Papa, un paio d'anni fa ha richiamato all'ordine i presidenti delle conferenze episcopali su questo punto: a scuola si insegna religione cattolica, il tutto è sancito dai patti lateranensi, non è una scuola di buoni sentimenti o buone maniere o di idee religiose in generale, quando le altre religioni si assurgeranno il diritto di essere religione di stato allora verrano introdotte.
Piaccia o meno questo è.
La mia esperienza parte dai miei figli.
Io sono stata battezzata, ho fatto tutto il percorso religioso, ho frequentato l'oratorio, ho molti amici preti, mi sono sposata in chiesa e li ho battezzati. Sono Cattolica? NO, Sono Cristiana? Credo nei valori Cristiani che partono da Cristo.
Ho deciso che i miei figli avessero il battesimo perché ho dato loro l'opportunità di vivere una comunità di cui è permeato il luogo in cui vivo, senza il battesimo questa comunità NON LI ACCETTA. Non ho mai negato loro che io non vado a messa e non frequento il catechismo della chiesa perché reputo sia una sovrastruttura al messaggio religioso, che però voglio conoscano e voglio che conoscano anche e soprattutto quello cristiano.
Il fatto che voglio che conoscano quello cristiano è puramente finalizzato al comprendere tutta l'arte religiosa che permea l'80 %della produzione artistica, ci possono arrivare anche senza aver fatto catechismo ma è decisamente "più semplice" se sanno chi sono i personaggi che ruotano attorno a Gesù, quale la storia, le vite dei santi, i ruoli, le parabole ecc...
Nello stesso tempo io ho una sfera religiosa che non mi abbanona, mi ritrovo a cercare e avolte a pregare, spero e a volte credo nell'esistenza di un altra vita e un'altra dimensione, fatico (m anche per problemi miei con la morte) ad accettare la fine dell'uomo con la fine del suo corpo.
I miei figli sono totalmente diversi.
Jacopo, sin da subito ha espresso la sua NOn volontà di fare ANCHE quelle due ore a scuola, non è assolutamente un bambino che si sente discriminato (viviamo in un paese di 17.000 abitanti ma che ha piccole microcomunità religiose e sono in due nella sua classe che non fanno religione, persino gli extracomunitari la fanno) adesso poi che in terza studia l'evoluzione dell'uomo mai e poi mai crederebbe vera la nascita di adamo ed Eva, la mela e Dio. E' un bambino molto coerente (forse a differenza di me) al quale non posso raccontare bugie e fatico anche a fargli digerire Santa Lucia e Babbo Natale, ho dovuto abolire topini e fatine dei denti perché mi sentivo assolutamente scema.
Maddalena è tutta un'altra storia. Per lei è importante fare quello che fanno le amiche. E' importante frequentare, esserci, ed è molto più "leggera", vive tutto senza pesantezza, con allegria e voglia di sapere. Non è molto critica, immagino riuscirà a coniliare sacro e profano. Quando sarà ora di fare religione a scuola le chiederò (per ora alla meterna la lascio fare), le parlerà come ho fatto con Jacopo e vedremo insieme cosa fare.

