entro in punta di piedi e dico la mia, quoto in tutto lella, io parlo della mia esperienza con Andrea che di anni ne ha 8 1/2, e devo dire che le regole servono eccome, siamo noi che dobbiamo decidere ed educare i nostri figli, ho sempre cercato il dialogo con Andrea, spiegandogli i pro e i contro, e le motivazioni delle nostre scelte
mi ritrovo un bambino che nonostante il limite di 1/2 ora con i videogiochi è riuscito ad avere una dipendenza ( e infatti ieri sera sono spariti a data da destinarsi)
un bambino che non ha mai imparato a giocare da solo e che alle nostre alternative ha sempre detto no, anche nella bella stagione dove di alternative che ne sono 1.000
e di difficile gestione adesso le regole le detto io perchè ho visto che per come è fatto lui, i discorsi non servono a niente, lui ha bisogno di regole e solo così le segue, i bei discorsi gli entrano da un'orecchia e gli escono dall'altra, la mia disponibilità nel fare altro c'è sempre stata ma non è mai stata colta da lui
elogio della disciplina
Moderator: Paola
- kida
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Re: elogio della disciplina
.....SE SEI A TERRA NON STRISCIARE MAI SE TI DIRANNO SEI FINITO NON CI CREDERE......
- bubina
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Re: elogio della disciplina
ecco, kida, mi risollevi l'animo!
e a leggere la tua esperienza e quelle di altre (vedi hippie) mi viene da pensare che ci sono bambini e bambini. forse hippie ha un bimbo (o una bimba scusa non ricordo) più disposta all'ascolto.
invece sembra che tommaso cerchi la linea "dura" intesa come no fermo e deciso, come impossibilità di scelta. Se chiediamo cosa vuole, se cerchiamo di assecondarlo il più delle volte va totalmente in tilt. DI fronte all'obbligo "mangia a cena se no vai a letto a stomaco vuoto" lui mangia. Se lo assecondiamo con dolcezza, senza imposizioni il piatto finisce per terra, ci sorbiamo due ore di pianti finchè non ottiene da noi la sua amatissima fetta al latte. Per cui basta, proviamo un'altra via, niente più alternativa nel frigo, si mangia quello che c'è. non mi sembrano ricatti, semplicemente buon senso.
kida tocchi un altro tasto dolente, quello del giocare. Io da sempre ho giocato insieme a mio figlio, mettendomi al suo pari, inventando giochi per lui. Ho avuto e ho la fortuna di avere tanto tempo libero da dedicare a lui e lo passo insieme a lui.
Ora, all'alba dei tre anni, mi piacerebbe dopo cena ritagliarmi una mezz'oretta di relax sul divano (ah, se potessi dopo cena me ne andrei dritta a dormire!!). Non è possibile dal suo punto di vista e son pianti, urla, pretese: io DEVO giocare con lui! E' questa sua pretesa che mi manda in tilt. ANche in ludoteca stesso scenario: vedo tutti i bimbi che giocano da soli o in compagnia degli altri bimbi, lui no, deve giocare ESCLUSIVAMENTE con me.
Io mi sento fagocitata, e se prima avevo le energie adesso non ho più la testa di giocare sempre con lui. e quando arriverà l'altro bimbo che faccio?
Vorrei invece che si abituasse a giocare un pò da solo, per gradi, ci mancherebbe. e come faccio a portarlo su questa strada? gli dico di NO, che la mamma ora ha bisogno di riposare, ora tu giochi da solo, dopo andiamo sul letto a leggere le storie. E dopo alcuni minuti di stizza come per magia inizia a giocare da solo mostrando tra l'altro fantasia e creatività (che non emergerebbero se io fossi sempre al suo servizio)
e a leggere la tua esperienza e quelle di altre (vedi hippie) mi viene da pensare che ci sono bambini e bambini. forse hippie ha un bimbo (o una bimba scusa non ricordo) più disposta all'ascolto.
invece sembra che tommaso cerchi la linea "dura" intesa come no fermo e deciso, come impossibilità di scelta. Se chiediamo cosa vuole, se cerchiamo di assecondarlo il più delle volte va totalmente in tilt. DI fronte all'obbligo "mangia a cena se no vai a letto a stomaco vuoto" lui mangia. Se lo assecondiamo con dolcezza, senza imposizioni il piatto finisce per terra, ci sorbiamo due ore di pianti finchè non ottiene da noi la sua amatissima fetta al latte. Per cui basta, proviamo un'altra via, niente più alternativa nel frigo, si mangia quello che c'è. non mi sembrano ricatti, semplicemente buon senso.
kida tocchi un altro tasto dolente, quello del giocare. Io da sempre ho giocato insieme a mio figlio, mettendomi al suo pari, inventando giochi per lui. Ho avuto e ho la fortuna di avere tanto tempo libero da dedicare a lui e lo passo insieme a lui.
Ora, all'alba dei tre anni, mi piacerebbe dopo cena ritagliarmi una mezz'oretta di relax sul divano (ah, se potessi dopo cena me ne andrei dritta a dormire!!). Non è possibile dal suo punto di vista e son pianti, urla, pretese: io DEVO giocare con lui! E' questa sua pretesa che mi manda in tilt. ANche in ludoteca stesso scenario: vedo tutti i bimbi che giocano da soli o in compagnia degli altri bimbi, lui no, deve giocare ESCLUSIVAMENTE con me.
Io mi sento fagocitata, e se prima avevo le energie adesso non ho più la testa di giocare sempre con lui. e quando arriverà l'altro bimbo che faccio?
Vorrei invece che si abituasse a giocare un pò da solo, per gradi, ci mancherebbe. e come faccio a portarlo su questa strada? gli dico di NO, che la mamma ora ha bisogno di riposare, ora tu giochi da solo, dopo andiamo sul letto a leggere le storie. E dopo alcuni minuti di stizza come per magia inizia a giocare da solo mostrando tra l'altro fantasia e creatività (che non emergerebbero se io fossi sempre al suo servizio)
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http://mammaecocheap.blogspot.com
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- marte
- Ambasciatore

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- Joined: Sun Aug 04, 2013 2:11 pm
Re: elogio della disciplina
Guarda, mia figlia ha 10 anni ma ha ancora la necessità di giocare con me, con noi.
Ora ovviamente ha anche la capacità di comprendere quando sono impegnata, stanca, malata, ma è un percorso, e ci vuole tempo.
Molti bambini non sentono così forte questa necessità, altri si.
Ora ovviamente ha anche la capacità di comprendere quando sono impegnata, stanca, malata, ma è un percorso, e ci vuole tempo.
Molti bambini non sentono così forte questa necessità, altri si.
Se non avessi voluto cambiare,
oggi sarei allo stato minerale.
Estate. Jovanotti
Nessuno può essere fatto felice da nessuno, se prima
non si è fatto felice da solo.
Omar Falworth
Nella vita non facciamo mai errori, facciamo solo esperienze. Cosa sei venuta a fare al mondo, se non a vivere esperienze per la tua evoluzione?
H. Beierle