Dipenderà anche dalla maestra, ma i testi scolastici sono tutti uguali, quindi le maestre si attengono a quelli.lenina wrote:I programmi di storia dipendono dalla maestra non esiste un programma ministeriale comune.
Secondo me non è male alle elementari farne meno e meglio tanto verrà fatta tutta alle medie.
La cosa importante per le elementari (e anche l'obiettivo ministeriale) non è imparare date e fatti ma capire molto molto bene lo scorrere del tempo e come il passato influenzi il presente.
Leggevo proprio qua un maestro che aveva scelto di farlo percorrendo la storia della città in cui vivono.
Anche la geografia ha come obiettivo comprendere la vastità della terra non tanto imparare a memoria capitali e varie.
Che lo studio a memoria sia stato sostituito da questi concetti lo trovo positivo. Stimolando la curiosità i bambini poi si fanno domande e di li arrivano le risposte che approfondiranno alla scuola media.
Avevo delle certezze, ovvero reminiscenze scolastiche
Moderator: laste
- MatifraSo
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Re: Avevo delle certezze, ovvero reminiscenze scolastiche
Sei bella quando sorridi
quell'aria che puoi fare tutto quando lo decidi
Matilde 13/07/2004
Sofia 27/11/2006
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Trilli
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Re: Avevo delle certezze, ovvero reminiscenze scolastiche
Ma qui dipende dal metodo.nove wrote:Ma anche io sono contraria al nozionismo fine a se stesso.
Però mi pare che si insegni meno. A me nessuno toglie questa impressione.
Mio fratello insegna informatica a geometri e dice che c'è una ignoranza di base piuttosto diffusa.
Mio figlio in quarta elementare non ha mai visto una cartina vera e propria o un atlante.
Quando parliamo in casa gli mostro io mappamondo e cartine per fargli capire dove è successo questo fatto, dove sia il tale stato, ecc. Perché è importante avere chiaro il mondo. Gli insegnano che gli Assiri arrivarono fino al Mediterraneo dalla Mesopotamia, il libro di testo riporta solo una cartina minuscola e non hanno la nozione di dove possa essere. Sono io che quando studia gli affianco le cartine.
Io e mio fratello, ma anche mia sorella di tredici anni più giovane, non avevamo questa ignoranza a quell'età.
Con le LIM in classe non ci vuole proprio nulla a contestualizzare nello spazio gli avvenimenti e far conoscere il mondo ai bambini.
E non necessariamente attraverso quello studio sistematico e forzatamente meccanico che imperava nella scuola che frequentai 30-38 anni fa. Ricordo ancora con orrore le ore passate a imparare a memoria fiumi europei e relativo chilometraggio, catene montuose e loro quote massime, capoluoghi di provincia in ordine alfabetico, capitali superfici e popolazione di stati assurdi come Burundi o Kiribati. Che mi è rimasto di tutto ciò? Quanti di questi dati sono comunque obsoleti e me li devo andare a riguardare per rispondere a eventuali domande in classe?
E soprattutto, a che pro? Se voglio conoscere la superficie del lago Ciad la cerco sul web. E insegno ai ragazzi come reperire, valutare, confrontare le informazioni trovate in rete.
Quanto all'ignoranza diffusa nelle scuole superiori, io penso che non derivi dal fatto che nelle scuole precedenti si insegna di meno.
Il fatto è che trent'anni fa non tutti si iscrivevano alle scuole superiori. Chi "andava male" a scuola veniva lasciato affogare (senza preoccuparsi delle motivazioni delle sue difficoltà) e, finite le medie a 15-16 anni, andava a lavorare. O al massimo sceglieva un corso professionale biennale.
Ora, alunni con analoga preparazione e analoghe difficoltà si iscrivono a scuole quinquennali, per molti motivi che sarebbe lungo elencare.
- lenina
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Re: Avevo delle certezze, ovvero reminiscenze scolastiche
ConcordoTrilli wrote:Ma qui dipende dal metodo.nove wrote:Ma anche io sono contraria al nozionismo fine a se stesso.
Però mi pare che si insegni meno. A me nessuno toglie questa impressione.
Mio fratello insegna informatica a geometri e dice che c'è una ignoranza di base piuttosto diffusa.
Mio figlio in quarta elementare non ha mai visto una cartina vera e propria o un atlante.
Quando parliamo in casa gli mostro io mappamondo e cartine per fargli capire dove è successo questo fatto, dove sia il tale stato, ecc. Perché è importante avere chiaro il mondo. Gli insegnano che gli Assiri arrivarono fino al Mediterraneo dalla Mesopotamia, il libro di testo riporta solo una cartina minuscola e non hanno la nozione di dove possa essere. Sono io che quando studia gli affianco le cartine.
Io e mio fratello, ma anche mia sorella di tredici anni più giovane, non avevamo questa ignoranza a quell'età.
Con le LIM in classe non ci vuole proprio nulla a contestualizzare nello spazio gli avvenimenti e far conoscere il mondo ai bambini.
E non necessariamente attraverso quello studio sistematico e forzatamente meccanico che imperava nella scuola che frequentai 30-38 anni fa. Ricordo ancora con orrore le ore passate a imparare a memoria fiumi europei e relativo chilometraggio, catene montuose e loro quote massime, capoluoghi di provincia in ordine alfabetico, capitali superfici e popolazione di stati assurdi come Burundi o Kiribati. Che mi è rimasto di tutto ciò? Quanti di questi dati sono comunque obsoleti e me li devo andare a riguardare per rispondere a eventuali domande in classe?
E soprattutto, a che pro? Se voglio conoscere la superficie del lago Ciad la cerco sul web. E insegno ai ragazzi come reperire, valutare, confrontare le informazioni trovate in rete.
Quanto all'ignoranza diffusa nelle scuole superiori, io penso che non derivi dal fatto che nelle scuole precedenti si insegna di meno.
Il fatto è che trent'anni fa non tutti si iscrivevano alle scuole superiori. Chi "andava male" a scuola veniva lasciato affogare (senza preoccuparsi delle motivazioni delle sue difficoltà) e, finite le medie a 15-16 anni, andava a lavorare. O al massimo sceglieva un corso professionale biennale.
Ora, alunni con analoga preparazione e analoghe difficoltà si iscrivono a scuole quinquennali, per molti motivi che sarebbe lungo elencare.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"