nove wrote:Ma anche io sono contraria al nozionismo fine a se stesso.
Però mi pare che si insegni meno. A me nessuno toglie questa impressione.
Mio fratello insegna informatica a geometri e dice che c'è una ignoranza di base piuttosto diffusa.
Mio figlio in quarta elementare non ha mai visto una cartina vera e propria o un atlante.
Quando parliamo in casa gli mostro io mappamondo e cartine per fargli capire dove è successo questo fatto, dove sia il tale stato, ecc. Perché è importante avere chiaro il mondo. Gli insegnano che gli Assiri arrivarono fino al Mediterraneo dalla Mesopotamia, il libro di testo riporta solo una cartina minuscola e non hanno la nozione di dove possa essere. Sono io che quando studia gli affianco le cartine.
Io e mio fratello, ma anche mia sorella di tredici anni più giovane, non avevamo questa ignoranza a quell'età.
Ma qui dipende dal metodo.
Con le LIM in classe non ci vuole proprio nulla a contestualizzare nello spazio gli avvenimenti e far conoscere il mondo ai bambini.
E non necessariamente attraverso quello studio sistematico e forzatamente meccanico che imperava nella scuola che frequentai 30-38 anni fa. Ricordo ancora con orrore le ore passate a imparare a memoria fiumi europei e relativo chilometraggio, catene montuose e loro quote massime, capoluoghi di provincia in ordine alfabetico, capitali superfici e popolazione di stati assurdi come Burundi o Kiribati. Che mi è rimasto di tutto ciò? Quanti di questi dati sono comunque obsoleti e me li devo andare a riguardare per rispondere a eventuali domande in classe?
E soprattutto, a che pro? Se voglio conoscere la superficie del lago Ciad la cerco sul web. E insegno ai ragazzi come reperire, valutare, confrontare le informazioni trovate in rete.
Quanto all'ignoranza diffusa nelle scuole superiori, io penso che non derivi dal fatto che nelle scuole precedenti si insegna di meno.
Il fatto è che trent'anni fa non tutti si iscrivevano alle scuole superiori. Chi "andava male" a scuola veniva lasciato affogare (senza preoccuparsi delle motivazioni delle sue difficoltà) e, finite le medie a 15-16 anni, andava a lavorare. O al massimo sceglieva un corso professionale biennale.
Ora, alunni con analoga preparazione e analoghe difficoltà si iscrivono a scuole quinquennali, per molti motivi che sarebbe lungo elencare.