si può ancora partorire in casa?

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arancina

Post by arancina »

io volevo partorire in casa: mi ero informata ma i costi erano spropositati (uguale in casa famiglia).
Poi, mousymousy mi ha dato l'indirizzo di un ospedale che ti mette a disposizione un miniappartamento dove partorire e le ostetriche vengono a controllarti giusto quelle volte necessarie.
I vantaggi: e' gratuito, sei dentro un ospedale, quindi, in caso di urgenza, possono trasferirti subito in sala parto, puoi stare in intimita' con tuo marito, c'e' una vasca molto grande se vuoi partorire in acqua (le ostetriche possono presenziare al momento del parto).
Per poter usufruire del servizio, la gravidanza deve essere portata a termine e non devono esserci state complicazioni durante il decorso.
La visita delle ostetriche viene eseguita a 38 settimane e non prima perche' non puoi accedere alla stanza se partorisci prima di quella data.
Avevo prenotato e tutto, ma poi sono dovuta correre in ospedale qui a Milano, perche' ho avuto un distacco di placenta nella notte di passaggio tra la 34 e la 35.
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Speranza
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Post by Speranza »

Silvietta wrote:Abbiamo un approccio già in partenza diverso.
Tu dici "senza medici che mi rompano le scatole".
A me i medici non rompono le scatole.
Anzi, ce ne fossero di mani sapienti pronte
ad interevenire rapidamente se qualcosa dovesse andare storto in travaglio.
Partorire in casa, ma anche solo fare il travaglilo, significherebbe
non poter mai sentire il battito con il CTG e quindi non poter mai essere certi
che tuo figlio sta soffrendo il giusto e non oltremodo.
Significherebbe magari un travaglio prolungato perchè non accelerato nemmeno dalll'amnioressi (santa amnioressi!).
Significherebbe l'insicurezza di essere soli se qualcosa dovesse andare storto.
Io sono una che odia le dimissioni precoci, che starebbe in ospedale 10 giorni dopo il parto, che vorrebbe 5 medici a passeggiare davanti alla sala parto.
Sono una che partorisce senza un urlo, senza un lamento, i medici qui mi chiamano "la tosta", tosta si...ma ho bisogno di sicurezze per esserlo e a me le sicurezze le danno i medici, sarà che le ostetriche nei miei travagli e parti sono state marginali, sarà che mio padre è ginecologo, sarà che sono "antica", ma se dovessi scegliere a chi affidare un travaglio sceglierei un medico.
Non parliamo poi del parto in casa. Per carità di Dio.
Senza rianimazione, senza neonatologia e terapia intensiva.
E' troppo tutto un terno al lotto per decidere di viverlo in casa.

Il mio ospedale umanizza molto il parto, c'è estremo rispetto per la madre e per il bimbo, puoi partorire come ti pare, te lo mettono sulla pancia subito, lo coprono con un telo e ti lasciano "pelle a pelle" per un bel po' prima di prendertelo per lavarlo, te lo attaccano immediatamente al seno, c'è il rooming (già da 10 anni), mi pare già tanta l'attenzione che riservano e la delicatezza che pongono, e forse è per questo che non deciderei di mollare l'ospedale per niente al mondo.

L'associazione "nascere a casa" la conosci?
Ti lascio il link.
http://www.nascereacasa.it/


Silvietta, io e te su questa cosa ci prendiamo ogni volta, fin dl mio primo messaggio su questo forum, la prima volta ci rimasi male perchè non ti conoscevo per niente, ora invece so che le opinioni di tutte qui dentro vengono rispettate e ti rispondo con il sorriso sulle labbra e cercando davvero di capire il tuo punto di vista.
Giusto per farti capire come funziona da noi: la donna arriva con le contrazioni, magari ravvicinate e dolorose. Viene fatto il tracciato (cosa sbagliata secondo le ultime linee guida, puoi chiedere anche a tuo padre) anche se la gravidanza è stata fisiologica, dopo di chè visitata e in base alla dilatazione mandata su o tenuta giu in sala travaglio (che è condivisa con altre 2 donne e non esiste quasi mai che una mamme, una coppia, sia sola durante il travaglio). Spesso il padre non può entrare anche se in teoria si dice di sì, ma poi se ci sono altre donne come fai a far entrare i papà???? Appena si arriva a 3 cm viene caldamente consigliata la peridurale (diciamo che la donna viene quasi obbligata a farla ha poca possibilità di scelta) e così la mamma se la dorme per tutto il travaglio senza che si renda conto di niente, senza partecipare per nulla a quel momento splendido, unico e così intimo che è il parto. Non vengono rispettati per niente i tempi della donna e del suo cucciolo. L'amniorexi viene fatta quasi sempre ma questo implica che la donna non si può più alzare dal letto perchè c'è il rischio di prolasso di funicolo e anche con l'epidurale raramente la fanno alzare anche se nessuna linea guida lo impedisce. Il tracciato è in continuo e non appena si vede anche l'ombra di una decelerazione subito cesareo (anche qui le linee guida non dicono niente del genere, ma solo di controllare le decelerazioni e soprattutto la variabilità del battito cardiaco fetale e di intervenire solo e solo se si riduce visibilmente la variabilità o se la linea di base scende troppo...). Per non parlare della fase espulsiva e del parto vero e proprio in cui il medico fa una Kristeller dopo l'altra per vlocizzare il parto, dove l'episiotomia è la norma, dova il bambino ti viene levato immediatamente, dove non esiste minimamente che te lo attacchino al seno, figuariamoci il rooming in...

Le ostetriche provano a ribellarsi a questo, ma è davvero una cosa difficilissima, di solito la notte e i festivi si riesce ad umanizzare un po' di più i parti, ma anche lì dipende dal medico che c'è di guardia.

Forse ora capisci un pochino perchè io dico che i medici rompono le scatole, almeno a noi. Non dico assolutamente che siano tutti così, anzi, però da noi è così e io, piuttosto che partorire qui, partorisco da sola e sotto un ponte, senza nessuno, perchè qui davvero tutto è ospedale, niente è a misura di bambino, di coppia, di nascita, di tranquillità. Preferisco rischiare qualcosa di più, ma partorire con tranquillità perchè tanto poi facendo così si fanno più danni che altro. Il CTG le ostetriche che fanno partorire a casa ce l'hanno, non tutte ma qualcuna sì e lo sanno leggere (ci facciamo sopra 3 esami con letture di vari CTG da fisiologici a patologici a border line). Insomma, io non credo assolutamente che tutti gli ospedali siano pessimi, nè che sia sempre meglio partorire a casa, credo però che ogni donna abbia il diritto di scegliere come, dove e con chi partorire.

Silvietta ora mi leggo il link che mi hai mandato, grazie

Scusate il poema
Silvietta
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Post by Silvietta »

Ci torno con calma perchè sto andando ad una riunione.
Da noi funziona diversamente.
Io però, a prescindere da questo, l'ho detto varie volte,
sono abbastanza medicalizzata.
Cioè amo l'autonomia e la possibiliotà di vivere un parto naturale ma...
con il medico dietro l'uscio.
Credo sia paura.
Ognuno ha le sue debolezze, questa è la mia.
Torno domani con calma.
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