Posted: Fri Jul 03, 2009 2:26 pm
Si ma non sono solo parole.Sheireh wrote:Teresa, bellissime parole. Credo che sia quello che anch'io ho provato con i miei.
Dentro c'e' un concetto non facile da digerire e un po' in controtendenza sulla genitorialita'.
Un figlio e' sempre un figlio?
NO.
Dentro di me sento che lo e'.
Sento forte il richiamo del sangue.
Probabilmente e' un retaggio culturale, probabilmente non significa nulla, eppure "fingo" di sentirlo, mi piace sentirlo.
Non in quanto sangue. Il sangue e' un preteso.
In quanto APPARTENENZA.
Se mi dicessero che mi hanno scambiato le figlie, probabilmente resterei sconvolta, ma non ho dubbi che le mie sono quelle che ho.
SONO MIE (anche qui qualcuno si agitera' ma a me piace tropo il senso tutto stabile e atavico dell'appartenenza).
Nel momento in cui ho visto Carla e mi hanno detta che era mia.
ERA MIA.
Punto.
A me il dovere e il diritto d'amarla.
A lei il dovere e il diritto di meritare quell'amore.
Poi, e' chiaro, che e' una questione di soglie.
Io a mio fratello perdono cose che non perdonerei ad un amico.
Pero' e' mio fratello e per l'amore che nutro per lui mi aspetto che non mi dia occasioni in cui io debba perdonarlo.
Cosi', anzi di piu', per un figlio.
Se mia figlia tradisse tutti i miei sforzi quotidiani di renderla felice, se li tradisse puntualmente, sono sicura che continuerei ad amarla e l'amerei soffrendo
Ma credo che non le darei modo di godere ancora del mio amore.
Lo dico con una certa facilita', perche' in fatto di affetti sono una fottuta ottimista.
Ho come la sensazione che ce la caveremo...e che non ci troveremo a dover sceglire
(considerate le mie origini meridionali, lo dico e tocco un corno rosso!)