viola 52 wrote:io sono una mamma d'altri tempi
oggi che faccio la nonna a tempo pieno mi accorgo che noi non rispettavamo il bambino. i risultati oggi sono di gran lunga migliori
quando i miei erano piccoli, ogni volta che si andava al supermercato era una guerra
quando adesso vado in giro con le mie nipotine, me ne sento veramente orgogliosa
niente capricci, niente pianti, eppure secondo il mio canone, godono di meno limiti e di più libertà rispetto ai miei figli.
questa cosa qui non riesco a spiegarmela
mia nipote grande (6 anni) la chiamo l'anarchica, in casa sente di poter avere accesso a tutto, la sua creatività non ha limiti. ma i no non si discutono. pochi ma buoni.
la seconda 2 anni cresce sulla stessa scia,
per cui giungo alla conclisione che forse è necessario evitare scontri diretti (come dice lenina) i braccio di ferro non danno risultati nel tempo.
possono soddisfare l'educatore in quel momento, ma poi basta girare lo sguardo e tutto va in malora.
sono i principi dell'educazione libertaria che in politica si traduce proprio nell'anarchia (che è un'utopia) e in pedagogia ne hanno scritto e studiato soprattutto Benjamin Spock, Homer Lane, Paul Freire e dulcis in fundo, il mio preferito Marcello Bernardi.
Non sono METODI, anzi sono l'anti-metodo, debbo dire che (pur avendo degli eccessi che non condivido perché di difficile gestione) propugnano un tipo di pedagogia che è quella che mi somiglia di più e quindi l'ho facilmente abbracciata.
L'insegnamento che più mi è tornato utile è quello che:
i bambini sono SEMPRE mossi da buone intenzioni cosicché ogni volta che i miei figli si impuntano su qualcosa o combinano qualcosa (soprattutto jacopo che è il più grande e si spiega bene) mi piace capire quale sia la sua buona intenzione e nel 99 per cento dei casi, direi che ha ragione.

