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Solange wrote:
Quindi sì, certe cose vanno insegnate. Anche se le regole sono fatte per essere infrante. Con le persone e nei contesti giusti però.
Esatto.
E per capire persone e contesti ci vuole tempo.
Mi viene in mente la parolaccia nella mia famiglia d'origine...
All'inizio bandita rigorosamente. Poi, quando sono cresciuta, di tanto in tanto (quando ce vo' ce vo'!) ha fatto capolino, sia per me sia per i miei genitori.
Ecco... in quel settore io me la cavo bene con l'esempio. Giusto quando mi faccio male soffro a trattenermi, e mi costringo a virare sulle esclamazioni sostitutive. Gianluca invece è un disastro. Quando Alex è stato ripreso all'asilo per aver detto una parolaccia ho fatto la sfuriata... al padre, non al bimbo.
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)
Da bambina e ragazzina non sopportavo le imposizioni genitoriali quando poi a fare il contrario erano proprio loro. Es. pratico: mio padre rompeva tanto con questioni come quella del non alzarsi da tavola prima che tutti avessero finito di mangiare e aiutare la mamma a sparecchiare. Peccato che lui non facesse nessuna delle due cose.
I figli alla lunga certe cose le notano, quanto meno le trovano incongruenti, possono iniziare a farsi domande che possono minare la certezza che "tutto quello che dice un genitore ha un senso".
Poi nessuno demonizza niente eh, io ho una figlia di 16 mesi, quindi non sono arrivata ancora a rapportarmi nella pratica con certe situazioni però mi aspetto un periodo di adattamente anche per me, nel prestare più attenzione possibile anche al mio di comportamento.
Ci proverò.
Ovviamente per quelle che sono le MIE regole, non quelle del manuale del genitore standard teorico universale.
Rie wrote:
darlo a dovere, ma da solo ha ben poco valore nell'arginare l'esuberanza dei miei figli. .
però mi sfugge una cosa: cosa c'entrano l'educazione e l'esempio con l'esuberanza?
ci mancherebbe altro che i nostri bambini prendessero l'esempio del nostro essere gatti di marmo (non che tu sia un gatto di marmo ahahah ma per ogni bambino credo che un adulto sia esuberante come le simpatiche statuine che cambiano colore col tempo).
Per esempio si intende i principi sacrosanti che pensiamo rappresentino il rispetto di sé e degli altri, su questi NE SONO CERTA talis pater talis figli, fino ad un certo punto basta dire:io sono il capo, ma poi la musica cambia.
Con mio figlio credo sia cambiata all'eta di due anni, pragmatico, coerente con se stesso e bacchettone com'è non me ne fa passare mezza!