Ciarlare amichevolmente con una persona che si conosce da un po´e scoprirla fascista

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Saramik
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Post by Saramik »

Ecco, io quoto tutto quello che ha detto Laura. E sinceramente mi piacerebbe approfondire questo concetto dell'ascensore sociale. Mio nonno era un fornaio. Ha lavorato come un cane tutta la vita, e ha permesso a mio padre e a mio zio di iscriversi all'università. entrambi si sono laureati con profitto. Mio padre, come farmacista, ha iniziato a lavorare come garzone, e poi, solo dopo tanta gavetta e tanti sacrifici è arrivato a comprare una farmacia. Che ha tutt'ora, e fa i salti mortali per tirare avanti, visto che lo stato non ci paga.
Questo per capire, perchè io di ascensore sociale qui non vedo l'ombra. Vedo i sacrifici fatti da due generazioni, e la capacità dei singoli di crearsi una posizione, insomma, ce l'hanno fatta con le loro mani.
Quindi, con questi esempi, mi viene da pensare: non è che l'ascensore sociale sia solo una bella opportunità per chi non ha ne voglia ne capacità di farcela da solo??
Madre di nativa digitale....28-06-2010...


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Il bello è ciò che osserviamo mentre sta passando...

L'indolenza fisica spesso è indice di una testa che funziona troppo velocemente rispetto al corpo! (Lupina)

La timidezza è composta dal desiderio di piacere e dalla paura di non riuscirci.
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lenina
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Post by lenina »

Saramik wrote:Ecco, io quoto tutto quello che ha detto Laura. E sinceramente mi piacerebbe approfondire questo concetto dell'ascensore sociale. Mio nonno era un fornaio. Ha lavorato come un cane tutta la vita, e ha permesso a mio padre e a mio zio di iscriversi all'università. entrambi si sono laureati con profitto. Mio padre, come farmacista, ha iniziato a lavorare come garzone, e poi, solo dopo tanta gavetta e tanti sacrifici è arrivato a comprare una farmacia. Che ha tutt'ora, e fa i salti mortali per tirare avanti, visto che lo stato non ci paga.
Questo per capire, perchè io di ascensore sociale qui non vedo l'ombra. Vedo i sacrifici fatti da due generazioni, e la capacità dei singoli di crearsi una posizione, insomma, ce l'hanno fatta con le loro mani.
Quindi, con questi esempi, mi viene da pensare: non è che l'ascensore sociale sia solo una bella opportunità per chi non ha ne voglia ne capacità di farcela da solo??
Ma con i sacrifici hanno ottenuto qualcosa è questo il punto.
Io posso fare tutti i sacrifici che voglio.
Ma se l'università sarà privata non potrò permettermi di far studiare i miei figli.
A meno di vendere la casa dove abito ed andare a dormire in strada.

Al che ci sarebbe la classica idea del "allora i tuoi figli potrebbero mantenersi gli studi lavorando". ma per mantenersi gli studi lavorando serve una cosa fondamentale: il lavoro.

Prima con un lavoro onesto potevi facendo sacrifici mettere qualcosa da parte per provare a salire.

Nessuno faceva nulla per te ma potevi farlo.

Ora con un lavoro onesto arrivi a fine mese SE ci arrivi.

Aprire un'attività? Quale? non posso permettermelo ma anche potendomelo permettere qui le attività chiudono mica aprono

Bello parlare di volontà ma con la volontà non abbassiamo i prezzi e non aumentiamo gli stipendi
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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LauraDani
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Post by LauraDani »

Saramik wrote:Ecco, io quoto tutto quello che ha detto Laura. E sinceramente mi piacerebbe approfondire questo concetto dell'ascensore sociale. Mio nonno era un fornaio. Ha lavorato come un cane tutta la vita, e ha permesso a mio padre e a mio zio di iscriversi all'università. entrambi si sono laureati con profitto. Mio padre, come farmacista, ha iniziato a lavorare come garzone, e poi, solo dopo tanta gavetta e tanti sacrifici è arrivato a comprare una farmacia. Che ha tutt'ora, e fa i salti mortali per tirare avanti, visto che lo stato non ci paga.
Questo per capire, perchè io di ascensore sociale qui non vedo l'ombra. Vedo i sacrifici fatti da due generazioni, e la capacità dei singoli di crearsi una posizione, insomma, ce l'hanno fatta con le loro mani.
Quindi, con questi esempi, mi viene da pensare: non è che l'ascensore sociale sia solo una bella opportunità per chi non ha ne voglia ne capacità di farcela da solo??
ma io intendo per "ascensore sociale" il fatto di avere consentito a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza, di potere elevare la propria situazione soprattuo per aver avuto accesso all'istruzione libera e, da questa, a lavori migliori.
se leggi Cuore (il libro, intendo) è molto chiaro che i figli della classe operaia non potevano far altro che andare avanti a fare il mestiere dei loro padri
le scuole "alte" erano solo per i figli di ricchi
in quel libro per me è evidentissima la distinzione per classi della società dell'epoca
Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d’orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.

Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch’ora si rompono ed ora s’intrecciano
a sommo di minuscole biche.

Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
m entre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.

E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia
.

(E. Montale)
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