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Posted: Fri Jun 24, 2011 12:37 pm
by Saramik
Ecco, io quoto tutto quello che ha detto Laura. E sinceramente mi piacerebbe approfondire questo concetto dell'ascensore sociale. Mio nonno era un fornaio. Ha lavorato come un cane tutta la vita, e ha permesso a mio padre e a mio zio di iscriversi all'università. entrambi si sono laureati con profitto. Mio padre, come farmacista, ha iniziato a lavorare come garzone, e poi, solo dopo tanta gavetta e tanti sacrifici è arrivato a comprare una farmacia. Che ha tutt'ora, e fa i salti mortali per tirare avanti, visto che lo stato non ci paga.
Questo per capire, perchè io di ascensore sociale qui non vedo l'ombra. Vedo i sacrifici fatti da due generazioni, e la capacità dei singoli di crearsi una posizione, insomma, ce l'hanno fatta con le loro mani.
Quindi, con questi esempi, mi viene da pensare: non è che l'ascensore sociale sia solo una bella opportunità per chi non ha ne voglia ne capacità di farcela da solo??

Posted: Fri Jun 24, 2011 12:40 pm
by lenina
Saramik wrote:Ecco, io quoto tutto quello che ha detto Laura. E sinceramente mi piacerebbe approfondire questo concetto dell'ascensore sociale. Mio nonno era un fornaio. Ha lavorato come un cane tutta la vita, e ha permesso a mio padre e a mio zio di iscriversi all'università. entrambi si sono laureati con profitto. Mio padre, come farmacista, ha iniziato a lavorare come garzone, e poi, solo dopo tanta gavetta e tanti sacrifici è arrivato a comprare una farmacia. Che ha tutt'ora, e fa i salti mortali per tirare avanti, visto che lo stato non ci paga.
Questo per capire, perchè io di ascensore sociale qui non vedo l'ombra. Vedo i sacrifici fatti da due generazioni, e la capacità dei singoli di crearsi una posizione, insomma, ce l'hanno fatta con le loro mani.
Quindi, con questi esempi, mi viene da pensare: non è che l'ascensore sociale sia solo una bella opportunità per chi non ha ne voglia ne capacità di farcela da solo??
Ma con i sacrifici hanno ottenuto qualcosa è questo il punto.
Io posso fare tutti i sacrifici che voglio.
Ma se l'università sarà privata non potrò permettermi di far studiare i miei figli.
A meno di vendere la casa dove abito ed andare a dormire in strada.

Al che ci sarebbe la classica idea del "allora i tuoi figli potrebbero mantenersi gli studi lavorando". ma per mantenersi gli studi lavorando serve una cosa fondamentale: il lavoro.

Prima con un lavoro onesto potevi facendo sacrifici mettere qualcosa da parte per provare a salire.

Nessuno faceva nulla per te ma potevi farlo.

Ora con un lavoro onesto arrivi a fine mese SE ci arrivi.

Aprire un'attività? Quale? non posso permettermelo ma anche potendomelo permettere qui le attività chiudono mica aprono

Bello parlare di volontà ma con la volontà non abbassiamo i prezzi e non aumentiamo gli stipendi

Posted: Fri Jun 24, 2011 12:50 pm
by LauraDani
Saramik wrote:Ecco, io quoto tutto quello che ha detto Laura. E sinceramente mi piacerebbe approfondire questo concetto dell'ascensore sociale. Mio nonno era un fornaio. Ha lavorato come un cane tutta la vita, e ha permesso a mio padre e a mio zio di iscriversi all'università. entrambi si sono laureati con profitto. Mio padre, come farmacista, ha iniziato a lavorare come garzone, e poi, solo dopo tanta gavetta e tanti sacrifici è arrivato a comprare una farmacia. Che ha tutt'ora, e fa i salti mortali per tirare avanti, visto che lo stato non ci paga.
Questo per capire, perchè io di ascensore sociale qui non vedo l'ombra. Vedo i sacrifici fatti da due generazioni, e la capacità dei singoli di crearsi una posizione, insomma, ce l'hanno fatta con le loro mani.
Quindi, con questi esempi, mi viene da pensare: non è che l'ascensore sociale sia solo una bella opportunità per chi non ha ne voglia ne capacità di farcela da solo??
ma io intendo per "ascensore sociale" il fatto di avere consentito a tutti, indipendentemente dalle condizioni economiche di partenza, di potere elevare la propria situazione soprattuo per aver avuto accesso all'istruzione libera e, da questa, a lavori migliori.
se leggi Cuore (il libro, intendo) è molto chiaro che i figli della classe operaia non potevano far altro che andare avanti a fare il mestiere dei loro padri
le scuole "alte" erano solo per i figli di ricchi
in quel libro per me è evidentissima la distinzione per classi della società dell'epoca