Compiti delle vacanze

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

Moderator: laste

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Paola
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Post by Paola »

Nat wrote:vabbè però se qui si usa dare i compiti (non l'ho deciso io di sicuro)
le maestre li assegnano...per me vanno fatti e basta
poi scusate da noi la scuola è finita a giugno(10) e riapre a settembre (19)
in tutto sono 3 mesii tondi di cui diciamo che per due mesi non ha fatto nulla
che sarà mai fare 4 pagine al giorno considerando che tante deve solo colorare?
è un piccolo dovere, un minimo di impegno giornaliero non la vedo così tragica.
poi anch'io sarei più contenta se le maestre avessero proposto una cosa diversa, più creativa, più libera ecc...
tu quando sei in vacanza vai a servire ai tavoli dell'ho tel dove ti trovi? :sticazzi:

Le vacanze sono vacanze, gli impegni sono impegni.
Non è una cosa tragica, è un concetto sbagliato.
In vacanza, oltre all'ozio, si dovrebbe fare quello che piace e iniziare a "far piacere" ai bambini attività che durante l'anno vengono trascurate o a cui viene dedicato poco tempo.

Visite alla propria città.
lunghe passeggiate sui monti alla ricerca di funghi (con quel che ha piovuto quest'estate noi ci siamo andati a nozze).
Leggere leggere leggere.
Giornate intere in acqua al mare.
Visita a fattorie, contadini, orti botanici e quant'altro.

Perché 4 paginette fatte malvolentieri dovrebbero essere UTILI?
Valgono molt di più il film di tito quarantino.
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Post by Paola »

Nat wrote:il mio se non lo forzi non li fa...senza ma e senza se

per il discorso responsabilità io non riesco a capire cosa intendiate...
cioè appurato che ...
non sono obbligatori (iio neanche lo sapevo ghghg)
le maestre oltre che una sgridata non possono fargli niente
per me il messaggio che passa è "anche se non li faccio è uguale non succede nulla" :mumble:
o no?
Ma è il principio che NON deve passare, ossia che mentre TUTTO OZIANO in vacanza, loro DEVONO ripassare sennò dimenticano (che è un'enorme cazzata, dimentica più un adulto che un bambino).

La vacanza è un momento importantissimo della vita di ognuno di noi, anche da adulti. Un momento dove, ad esempio, si dovrebbero coltivare tempi più rarefatti, tempi dedicati alla famiglia, a imparare senza dover dimostrare nulla, senza l'ansia del voto o del giudizio, tempi dedicati a SE STESSI.

ci sono persone che nemmeno in vacanza riescono a staccarsi dal lavoro e ci paiono degli automi poi, obblighiamo i bambini a non staccarsi dalla scuola.

Per il nostro maestro di matematica la BRISCOLA e la SCALA QUARANTA sono due palestre OTTIME per la matematica, tanto che, sul nostro quadernone vengono segnati i punti delle interminabili partite. Idem il MONOPOLI o fiori/piante/frutti ecc... (che teniamo e incolliamo sul quaderno).

In inverno queste attività assolutamente formative sono dedicate ai ritagli di tempo, in vacanza sono il fulcro della giornata, ci si alza, si fa colazione e poi una bella briscolata.

Non sono i cimpiti in sé l'anticristo, è il concetto di vacanza/lavoro che è tristerrima. Mi obietterete che 3 mesi sono lunghi, ma di questo non hanno colpa di certo i bambini.
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Post by Paola »

Nat wrote:no se a loro volta i compagni non fanno i compiti :sdent:
se la pensiamo tutte così


io non discuto sull'utilità dei compiti o meno...
io dico solo che se si frequenta una scuola "classica" con delle maestre ad impostazione "classica" o si seguono le regole o si cambia scuola.
trovo irrispettoso nei confronti delle maestre fare arrivare i bimbi a scuola senza aver svolto i compiti perchè secondo noi non sono utili.
in più si rischia anche di confondere i bimbi e mettere a repentaglio il lavoro delle maestre visto che così facendo perdono di credibilità.
Ma infatti queste cose vanno discusse PRIMA, durante l'anno, per questo io ho detto; mamme RIBELLATEVI.

Abbiamo già una scuola di stampo fascista, con votini, compitini, competizione, eccellenze e insufficienze, almeno le vacanze sono NOSTRE e gestiamocele NOI.

Io, ad esempio, adesso mi stampo le linee guida di Los e le porto in direzione a settembre, dobbiamo ragionarci sopra, è inutile continuare con una scuola fatta di "compiti" e non di "stimoli".
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