Ti ammiro! Davvero.Chloe83 wrote:Sulla maternità surrogata leggo incantata Mirko che è molto più avanti di me, molto più rispettoso, molto più razionale.
Eppure io dovrei avere gran dimestichezza con prestiti e donazioni, per cui mi vergogno onestamente dei miei limiti sull'argomento.
Perchè io ho donato e ridonerei subito degli ovociti, ancor più naturalezza viviamo ovviamente la donazione di seme, ma visceralmente anche a me sembra impossibile aver ospitato una personcina 9 mesi e privarsene.
Ma la mia visceralità viene dalla mia gravidanza, da come l'ho vissuta io, da quello che ha significato per me.
Non posso presumere che sia per tutti uguale.
Se una donna, consapevole, "sana", capace di intendere e volere E non costretta dal bisogno, dice che a lei aggrada concedere il suo utero per crescere il bambino di terzi io non sono nessuno per dirle che si fa usare o che quello che fa è disumano. E' giusto che possa stabilirlo lei per se stessa, e io altro non posso che fidarmi di quello che dice, con rispetto.
Negli USA ci sono donne che fanno le mother surrogacy più e più volte: chiaramente se ripetono l'esperienza significa che non ha su di loro l'impatto devastante che io immagino avrebbe su di me. E dunque semplicemente rinuncio a usare il mio metro per misurare le vite altrui.
Il discorso è che "nel più ci sta il meno": nessuno mai potrà obbligare me a concedere il mio utero "in affitto" (se non mia figlia se me lo chiedesse un giorno ma prego non ce ne sia mai motivo), ma è giusto che chi vuole e chi ne ha bisogno possa farlo.
Mi piacerebbeanche sapere come vivi l'idea che un bambino, poi adulto, figlio del tuo ovulo potrà provare quello che ho immaginato io.
Ne faccio una questione puramente psicologica ed emotiva, ASSOLUTAMENTE NON MORALE.


