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Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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caterina
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Post by caterina »

Mirko, te ghe rasòn!
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"Non ci sono estranei, qui. Solo amici che non abbiamo ancora incontrato" (Yeats)

Sto leggendo: Il circo dei vampiri
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Cosetta
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Post by Cosetta »

Rie wrote:Ma sì... il problema è lo scarto fra la LOGICA della spiegazione e il desiderio IRRAZIONALE del bambino che non ha alcuna voglia di piegarsi.
Gli occhi storti magari impressionano, ma non tutti i calcoli di costi e benefici sono così azzeccati, e se il costo è lontano e il beneficio vicino... perché mai convincersi?
Giustissimo dare lo stesso la spiegazione, la "copertura" del no.
Il bimbo può sempre pensarci dopo.
Ma non riesco a vedere, sottolineo nei MIEI figli e in me stessa bambina, che spesso di beccava anche i no immotivati, una differenza qualitativa nella frustrazione come quella che ritenete di vedere voi.
non la vedi nella reazione del momento?
io si, la vedo nella reazione del moemnto (non sempre è chiaro, ma mediamente)
e la vedo a medio termine, perché ad esempio Irene si comporta con suo fratello come io mi sono comportata con lei, ognuno dei due si comporta con me in base a come io mi sono comportata con loro
e sono convinta, razionalmente, che a lungo termine sia molto diverso educare con no motivati (anche se non capisci le motivazioni, vedere che i genitori ti parlano e ti spiegano , si mettono alla tua altezza, pur rimanendo fermi sulle loro decisioni, secondo me non può che essere diverso).
losbanos

Post by losbanos »

Io credo che, al di là dei ricordi personali che possono essere falsati dal tempo trascorso, il dialogo paghi sempre e comunque. I bambini capiscono le regole quando le hanno interiorizzate, ma non è dicendo loro semplicemente cosa ci aspettiamo che le possono assimilare, per questo hanno bisogno di spiegazioni, del perché e del percome. Alcune volte possono essere discussioni anche stancanti, ma hanno un fine ed è a questo fine che penso. Poi le deroghe ci stanno benissimo, come ci sta bene che in un certo momento una certa cosa non possa essere spiegata (penso, ad esempio, a una situazione di pericolo).
I miei genitori non mi hanno spiegato molto, hanno sempre tentato di indirizzarmi verso quello che a loro pareva adatto a me (mancando l'obiettivo in pieno). Con i nostri figli abbiamo fatto il possibile per dar loro fiducia, in noi come genitori e in loro stessi. Non tanto perché io abbia sofferto particolarmente per come sono stata cresciuta, piuttosto perché penso che anche i bambini meritano di essere considerati nel senso più ampio del termine.
A parere mio, anche l'autostima ne esce rafforzata. In fin dei conti, per parecchio tempo siamo noi genitori il riferimento dei nostri figli e fidandoci di loro gli diamo un bel po' di positività che potrà servire quando saranno confrontati con l'esterno.
Qualcuno più indietro ha scritto che conosce i figli come le sue tasche (non mi ricordo il nick). Ma com'è possibile...? Io manco conosco me stessa tanto bene :lol:
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