SOS tata
Moderator: Paola
- Paola
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- Joined: Fri Dec 15, 2006 12:06 pm
La gamma delle negrigure era grande. Chiamava "una negrigura" portare, nelle gite in montagna, scarpette da città; attaccar discorso in treno o per strada, con un compagno di viaggio o con un passante; ... lamentarsi, nelle gite in montagna, per sete, stanchezza o sbucciature ai piedi; portare, nelle gite, pietanze cotte e unte, e tovaglioli per pulirsi le dita.
Nelle gite in montagna era consentito portare soltanto una determinata scorta di cibi, e cioè: fontina; marmellata; pere; uova sode; ed era consentito bere solo del tè, che preparava lui stesso, sul fornello a spirito... e non era consentito fermarsi a far merenda negli chalet, essendo una negrigura. Una negrigura era anche ripararsi la testa dal sole con un fazzoletto o con un cappelluccio di paglia, o difendersi dalla pioggia con cappucci impermeabili, o annodarsi al collo sciarpette: protezioni care a mia madre, che lei cercava, al mattino quando si partiva in gita, di insinuare nel sacco da montagna, per noi e per sé; e che mio padre, al trovarsele tra le mani, buttava via incollerito.
Nelle gite, noi con le nostra scarpe chiodate, grosse, dure e pesanti come il piombo, calzettoni di lana e passamontagna, occhiali da ghiacciaio sulla fronte, col sole che batteva a picco sulla nostra testa in sudore, guardavamo con invidia "i negri" che andavan su leggeri in scarpette da tennis, o sedevano a mangiar la panna ai tavolini degli chalet.
Nelle gite in montagna era consentito portare soltanto una determinata scorta di cibi, e cioè: fontina; marmellata; pere; uova sode; ed era consentito bere solo del tè, che preparava lui stesso, sul fornello a spirito... e non era consentito fermarsi a far merenda negli chalet, essendo una negrigura. Una negrigura era anche ripararsi la testa dal sole con un fazzoletto o con un cappelluccio di paglia, o difendersi dalla pioggia con cappucci impermeabili, o annodarsi al collo sciarpette: protezioni care a mia madre, che lei cercava, al mattino quando si partiva in gita, di insinuare nel sacco da montagna, per noi e per sé; e che mio padre, al trovarsele tra le mani, buttava via incollerito.
Nelle gite, noi con le nostra scarpe chiodate, grosse, dure e pesanti come il piombo, calzettoni di lana e passamontagna, occhiali da ghiacciaio sulla fronte, col sole che batteva a picco sulla nostra testa in sudore, guardavamo con invidia "i negri" che andavan su leggeri in scarpette da tennis, o sedevano a mangiar la panna ai tavolini degli chalet.
Oui, Je suis Zizzià.
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Anto 59
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- Joined: Tue Mar 01, 2011 6:59 pm
Se non ricordo male(ho letto ''Lessico famigliare'' moooolti ani fa) i ''negri'' definiti così dal padre della Ginzburg erano coloro che andavano in montagna con scarpe leggere,da passeggio e si fermavano alle baite a mangire leccornie mentre loro erano obbligati a portare scarponi pesanti e cose salutari da mangiare.Detto questo a me non piace proprio camminare in montagna e non ci ho mai portato i miei figli,loro ci vanno o ci sono andati con le vacanze dell'oratorio e mentreil primogenito ha apprezzato per far camminare il secondogenito pare che debbano quasi trascinarlo,a sua discolpa devo dire che ha i piedi piatti e non so se ciò gli provochi disturbi certo è che da piccolo diceva di essere stanco appena uscito dall'albergo ed eravamo al mare.Per SOS tata devo dire che ho provato a guardarlo ed a volte si può prendere qualche spunto ,una cosa però non capisco quando la tata se ne va stanno ancora tutto quel tempo con i bambini o lavorano anche?naturalmente parlo dei genitori e poi mi sembra impossibile che delle abitudini radicate in bambini di 9 -10 anni vengano scardinate in una settimana.