quotoSaramik wrote:Quindi tu vuoi dire che il fine ultimo di tutti noi è anelare ad un posto di rappresentanza nelle alte sfere del paese?
E non può essere invece che uno faccia un lavoro perchè gli piace farlo anche se sa che non diventerà mai un vip? Il mio scopo non può essere quello di vivere degnamente e di assicurare un futuro ai miei figli senza sperare in yacht di lusso e ville miliardarie??? O sono forse io che mi accontento di poco??
Mirko e i furetti wrote:10 anni fa è una vita.
oggi, chi si trova nella tua situazione di 10 anni fa, quelle opportunità non ce le ha più.
e la tendenza è a peggiorare.
saluti discesi
Mirko
cito il luogo di lavoro in cui è entrata a lavorare mia sorella dopo la laurea (3 mesi fa): stage 6 mesi, tempo determinato un anno, tempo indeterminato al secondo anno con paga 1200 euro (questo è il percorso che ha fatto il suo collega che le ha fatto conoscere il posto di lavoro, e come paga dopo 2 anni mi sembra buona, era la mia appena assunta, euro più euro meno)lenina wrote:Lav tu hai potuto laurearti in un'università pubblica pagando tasse universitarie basate sul tuo reddito familiare. Io pure. Ma la strada sta portando verso l'università privata. Già la laurea vale sempre meno se le cose continuano cosi quella pubblica se ci sarà non avrà più valore. E comunque le tasse universitarie sono aumentate in modo scandaloso, un operaio non potrebbe permettersi due figli all'università neanche se questi fanno qualche lavoretto (ma poi che lavoretto?)
ora, non sarà essere nelle alte sfere del paese ma non mi sembra che "non ci sia futuro per i giovani".
Ad oggi, nella mia azienda, vengono assunti giovani con la laurea breve o specialistica, a tempo indeterminato.
Va bene, non posso profetizzare per il futuro e sono d'accordo che bisogna tenere le antenne aperte perchè non venga privatizzata l'università, ad esempio, ma le mie esperienze attuali non sono "drammatiche".



