il discorso è che qui ci scgliamo contro un metodo che è INUMANO e ritengo che qualunque metodo educativo che lede la dignità del bambino e che sia in qualunque modo violento (fisicamente o psicologicamente) sia da combattere.Silvicro wrote:Polpetta questa mattina mi ha concesso un pò di tempo, sono riuscita a leggere qualcosa e volevo condividere con voi un pò delle mie perplessità.
Premessa: non conosco "nessuno dei signori" citati, le mie fonti sono quello che ho letto nel forum e sulla rete.
Bene, sono partita da un'affermazione (lenina?? non ne sono certa) dove parlava della rilevanza scientifica di un autore piuttosto che di un altro, ho fatto una breve ricerca su Medline e la Cochrane (sono le due maggiori banche dati per le pubblicazioni scientifiche, la seconda soprattutto "giudica" le pubblicazione sulla base delle applicazioni) ebbene entrambi hanno un impact factor(il link è wikipedia) pressochè ininfluente, quindi da un punto di vista di "rilevanza scientifica" sono pressochè uguali.
Di certo, a mio parere, l'applicazione di un metodo è lungi dall'essere una risposta nella crescita di un bambino (cavolo mi è uscita beneogni bimbo è un universo, niente è valido per tutti. Ci saranno bambini che avranno necessità di un approccio diverso, alcuni più soft altri meno.... non lo sapremo mai.
Non posso pensare all'applicazione dei diversi metodi pedagogici (non mi viene altro modo per definirli) come la scelta di un deodorante "io mi sono trovata bene con questo usalo anche tu!" proprio alla luce di quanto dicevo prima.
Ci si informa e si adatta quanto è possibile al proprio bambino, polpetta non dorme nel nostro letto, ha la sua culla, ma ad ogni risveglio, sono lì al suo fianco a rassicurarla, a verificare che tutto vada bene, le coccole, le sue "ipnotiche apine" hanno sempre un ottimo effetto, ecco sinceramente non credo che stia creando un mostro perchè la lascio continuare a dormire nel suo letto. Di certo non masticherò il cibo da darle da mangiare (non ricordo quale autore citato nel forum suggerisca questo metodo), perchè fà un pò schifo a me, ma di certo se qualche mamma pensa che sia la cosa migliore, la leggerò con attenzione e stima per la sua scelta così lontana dalla mia.
Penso che nessuna delle mamme che leggo in questo forum generi "bambini problematici", sono i loro bambini e nessuno li conosce meglio di loro.
Forse il giusto equilibrio è nel mezzo (come dice il proverbio), nel non porsi rigidamente in una posizione, rispettando le idee, cogliendo quanto di buono ci sia in ciascuna. Rileggendovi, permettetemi, mi è sembrata una tribuna politica, con qualche offesa di troppo, di certo non conosco la genesi e forse dovevo farmi gli affari miei, ma non potevo esimermi dall'esprimere quello che pensavo.
Perdonatemi, vi abbraccio tutte, coslepinghiane, esteviliane ecc.....
Nessuna ritiene che chi non tiene i figli nel lettone sia un genitore deprecabile, io mia figlia non l'ho mai messa per scelta mia e di suo padre, una scelta maturata prima di averla e che quando l'abbiamo avuta ci è sembrata la cosa più naturale del mondo e ha fatto sì che dormissimo sonni tranquilli tutti quanti.
Ognuno deve trovare la soluzione migliore per il proprio figlio (e poi per la propria famiglia), non potrò mai sostenere un metodo che trovo inumano e contronatura ma se uno decide di seguirlo comunque, faccia pure, il figlio non è il mio.
ma se si entra a gamba tesa criticando chi fa diversamente e annunciando conseguenze gravissime, bollando i bambini come insicuri se di notte cercano la mamma o chiunque beva di notte come "anormale", non può aspettarsi niente di diverso che le risposte che ho ricevuto.
Qui nessuno impone niente a nessuno, io sono una di quelle mamme che masticano il cibo per la figlia, non sono la sola e credo che sia naturale farlo, abbastanza istintivo. Ma non è che penso che se uno non lo fa allora è un genitore peggiore di me, io racconto la mia esperienza e leggo quella di altri e poi traggo le mie conclusioni, prendo spunti, domando, "ciritico". Di certo non mi permetterei mai di dare giudizi sui figli degli altri, soprattutto così perentori e insultanti come quelli di Debby,

