Non ho grandi pensieri in proposito.
Penso che la vita abbia il senso che (eventualmente) riesco a darle io. Non ha per me un valore assoluto e proprio, ha un valore neutro che diventa valore positivo e attivo se io lo faccio diventare tale. Naturalmente, posso anche darle un valore puramente negativo e distruttivo.
Sta a me, tutti i giorni. A volte mi sembra una responsabilità schiacciante, ma devo dire che per la maggior parte del tempo riesco a vederla come una possibilità entusiasmante.
sul dolore e sulla morte
Moderator: Paola
- tatina77
- Utente NM

- Posts: 79
- Joined: Fri Nov 12, 2010 12:14 pm
Ecco forse hai ragione, è il senso di solitudine che spaventa. Soprattutto adesso che sono mamma e moglie! Non voglio pensare ad un futuro se non insieme alla mia famiglia, è angosciante e mi mette in crisi!misspurple wrote:O forse è il dopo, l'ignoto, il non sapere con certezza se e cosa c'è "di là" e il fatto che per la prima volta in assoluto siamo davvero soli ad affrontare qualcosa. La cosa che più di tutto fa paura a me è questo senso di solitudine
Anche solo scrivere questi pensieri è difficile perché mi obbliga a pensare!
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- Alessia
- Ambasciatore

- Posts: 2920
- Joined: Fri Feb 05, 2010 11:35 am
lascio qui una considerazione che ha poco senso, ma da ieri sera mi tuona in testa.
ho visto Alessia (e sì, si chiamava come me, anzi, sono io che grazie a lei ho preso questo bel nome, mia sorella andava in classe con lei e le voleva così bene da volere per me il suo nome).
non mi sembrava lei, non era lei.
il male l'ha mangiata, lei era una ragazza solare, allegra, grintosa, cicciottina e con due occhi neri splendenti come diamanti, i capelli lunghi e ricci, mori tinti di rosso, una testa piena di capelli e di vita.
ieri ho visto solo il rsto del corpo divorato dal male, l'espressione sofferente e gli occhi, non più suoi, avevano perso tutto quello che c'era dentro.
quello che ci rende belli è solo la vita, e siamo tutti belli, la morte ci toglie tutto quello che c'è di bello in noi, e ci rende tutti brutalmente uguali.
ho visto Alessia (e sì, si chiamava come me, anzi, sono io che grazie a lei ho preso questo bel nome, mia sorella andava in classe con lei e le voleva così bene da volere per me il suo nome).
non mi sembrava lei, non era lei.
il male l'ha mangiata, lei era una ragazza solare, allegra, grintosa, cicciottina e con due occhi neri splendenti come diamanti, i capelli lunghi e ricci, mori tinti di rosso, una testa piena di capelli e di vita.
ieri ho visto solo il rsto del corpo divorato dal male, l'espressione sofferente e gli occhi, non più suoi, avevano perso tutto quello che c'era dentro.
quello che ci rende belli è solo la vita, e siamo tutti belli, la morte ci toglie tutto quello che c'è di bello in noi, e ci rende tutti brutalmente uguali.