i bimbi non hanno capito...per fortuna.

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Paola
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Post by Paola »

Alla mia scuola (materna) per arrivare al concetto ... MA SIAMO TUTTI BAMBINI (che ha raggiunto il suo clou la settimana scorsa con la giornata nazionale dei diritti dei bambini) sono partiti dal: SIAMO TUTTI DIVERSI.

prima hanno inziato coi due grandi gruppi: maschi e femmine e li hanno caratterizzati anche enfatizzando alcune peculiarità che in realtà a quell'età si confondono (come i giochi con le bambole o con le armi, l'uso dei colori preferiti nei vestiti, i capelli lunghi o corti).

Stabilito anche dal punto di vista genitale perché fossero diversi hanno inziato a lavorare sulle diversità all'interno dei 2 gruppi (per altro hanno preso l'occasione per accennare agli insiemi e ai sottinsiemi matematici come anticipazione del Camillo Bortolato tramite l'uso dei corpi).
Ci sono i bambini di pelle rosata, di pelle marroncina, di pelle scura.
Bambini ricci e bambini coi capelli lisci, bambini con occhi azzurri e con occhi neri.
Hanno iniziato dal VISO e ognuno di loro partendo dal cerchio, ha colorato la propria pelle e mediante lana, bottoni, strass ecc.. ha ritratto se stesso (le nostre insegnanti fanno disegnare solo su fogli enormi, più grandi dell'A3 perché sostengono che solo nei grandi tratti i bambini acquisiscono anche fisicamente i concetti che si vogliono far passare)

Poi sono passati al corpo: cicciotti, magretti, alti, bassi.

Poi ai linguaggi: chi parla italiano, chi rumeno, chi polacco ecc..., ognuno di loro ha ripetuto più volte delle filastrocche agli altri nella propria lingua, hanno perciò iniziato a capire che i colori delle pelle più scuri sono dove c'è tanto sole, quelli più chiari dove c'è poco sole, i capelli chiari sono spesso accompgnati dalla pelle chiara, i capelli scuri alla pelle scura e poi ci sono le eccezioni.

Capito tutte le diversità hanno inziato a parlare delle uguaglianze e hanno fatto delle liste: tutti amano giocare, andare forte in altalena, dormire con mamma e papà, mangiare la cioccolata ecc...

Adesso stanno lavorando sulle coppie di amici: io e lei siamo diverse per questo e questo ma siamo uguali per questo e questo.

A Maddalena il concetto è passato benissimo, debbo dire che quest'anni abbiamo insegnanti veramente preparate e che hanno progetti ben precisi e codificati sul concetto di integrazione.
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Azur
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Post by Azur »

I bambini lo capiscono, certo, che siamo tutti diversi.
In genere lo capiscono in positivo, come Lorenzo, o come nel bel programma della scuola di Paola.
Ma alcuni - spinti di quel che sentono a casa o tra gli amici dei genitori- anche in negativo.

La scuola ha un ruolo importantissimo in questo:
mammma wrote:sono i genitori a far passare il messaggio che sono diversi. E forse se almeno all'asilo hanno discusso di questo magari cominciano a rifletterci a modo loro.
mammma wrote:Di fatto non ne porta, ma è innegabile che esiste ancora "il lupo nero, l'uomo nero, l'orco nero..." ed è facilmente capibile il perchè lo "scuro" venga guardato con iniziale diffidenza.

Proprio l'altro giorno F. mi ha detto che lei non giocava con la bambola perchè era nera......
lenina wrote:Un bimbo di 4 anni se nessuno glie lo suggerisce non pensa che il bimbo con la pelle marrone debba avere meno o più diritti di quello con la pelle rosa.
Il problema è proprio questo Leni.
Da voi forse no, ma qui per lo meno il concetto in giro "si sente".
E ben venga una scuola che di concetto ne fa passare uno opposto (sul discorso età... per i piccoli dell'asilo sicuramente è presto, ma per i bambini dell'ultimo anno, soprattutto quelli più curiosi e proiettati all'esterno/al mondo adulto, non lo trovo prematuro).
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Post by lenina »

Paola M. wrote:Alla mia scuola (materna) per arrivare al concetto ... MA SIAMO TUTTI BAMBINI (che ha raggiunto il suo clou la settimana scorsa con la giornata nazionale dei diritti dei bambini) sono partiti dal: SIAMO TUTTI DIVERSI.

prima hanno inziato coi due grandi gruppi: maschi e femmine e li hanno caratterizzati anche enfatizzando alcune peculiarità che in realtà a quell'età si confondono (come i giochi con le bambole o con le armi, l'uso dei colori preferiti nei vestiti, i capelli lunghi o corti).

Stabilito anche dal punto di vista genitale perché fossero diversi hanno inziato a lavorare sulle diversità all'interno dei 2 gruppi (per altro hanno preso l'occasione per accennare agli insiemi e ai sottinsiemi matematici come anticipazione del Camillo Bortolato tramite l'uso dei corpi).
Ci sono i bambini di pelle rosata, di pelle marroncina, di pelle scura.
Bambini ricci e bambini coi capelli lisci, bambini con occhi azzurri e con occhi neri.
Hanno iniziato dal VISO e ognuno di loro partendo dal cerchio, ha colorato la propria pelle e mediante lana, bottoni, strass ecc.. ha ritratto se stesso (le nostre insegnanti fanno disegnare solo su fogli enormi, più grandi dell'A3 perché sostengono che solo nei grandi tratti i bambini acquisiscono anche fisicamente i concetti che si vogliono far passare)

Poi sono passati al corpo: cicciotti, magretti, alti, bassi.

Poi ai linguaggi: chi parla italiano, chi rumeno, chi polacco ecc..., ognuno di loro ha ripetuto più volte delle filastrocche agli altri nella propria lingua, hanno perciò iniziato a capire che i colori delle pelle più scuri sono dove c'è tanto sole, quelli più chiari dove c'è poco sole, i capelli chiari sono spesso accompgnati dalla pelle chiara, i capelli scuri alla pelle scura e poi ci sono le eccezioni.

Capito tutte le diversità hanno inziato a parlare delle uguaglianze e hanno fatto delle liste: tutti amano giocare, andare forte in altalena, dormire con mamma e papà, mangiare la cioccolata ecc...

Adesso stanno lavorando sulle coppie di amici: io e lei siamo diverse per questo e questo ma siamo uguali per questo e questo.

A Maddalena il concetto è passato benissimo, debbo dire che quest'anni abbiamo insegnanti veramente preparate e che hanno progetti ben precisi e codificati sul concetto di integrazione.
Bello.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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