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Posted: Thu Jan 19, 2012 12:57 pm
by ki09
Secondo me invece la soddisfzione del figlio verso la scuola può anche essere minima , se però poi per dire è molto bravo in uno sport , o altro .
La propensione a dare il massimo, a fare bene deve essere solo sua (con soddisfazione nostra per la sua felicità di essere realizzato in questo) e se c'è bene , altrimenti va bene anche un risultato più normale .
Diventerei genitore più preoccupato ed esigente se vedessi un figlio svogliato su parecchi fronti, senza nulla di preferito.

Posted: Thu Jan 19, 2012 1:50 pm
by Scilla
scusa kida ma secondo me hai delle aspettative un po' altine
ricordati che è solo in prima
dagli tempo

Posted: Thu Jan 19, 2012 1:57 pm
by Teresa
lenina wrote:
Però nel dubbio ritengo che non sia giusto caricare i figli di tensione emotiva.

.
Su questo rifletto.
Ma nel mio caso, per la mia esperienza di figlia e oggi di mamma, penso che il ragionamento e l'atteggiamento sia piu' sottile.
I miei genitori non mi hanno caricato di nessuna tensione emotiva.

L'avvertivo io. Sapevo che la scuola era una "faccenda" collettiva.
Andare bene a scuola era mio dovere, fare bene il mio dovere era fonte di benessere anche per loro.
Il loro star bene, tornava e aumentava il mio star bene, in un circolo virtuoso che non ha fatto altro che cementificare il nostro rapporto.
Sotto ogni profilo.

Perche' non si tratta sempre e solo di pressioni.
Bisogna guardare anche l'altra faccia della "tensione" e l'altra faccia si chiama CONDIVISIONE.

Significa condividere anche i successi, tornare a casa e trovare qualcuno che come te (e forse piu' di te) giosce per i tuoi successi.