ritirato dalla classe per troppi stranieri

Parliamo dei nostri bambini dai 6 a 12 anni

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micmar
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Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri

Post by micmar »

lenina wrote:

Fra i mussulmani non c'è l'abitudine di mandare via i bambini. O meglio è pochissimo diffusa. Anche perchè per loro la famiglia è il nucleo fondamentale, danno molta importanza all'allattamento ecc.
I cinesi invece spessissimo mandano i bambini a 6 mesi in cina dove li allevano i nonni.
Ne sento tantissime (infatti i bambini cinesi sono molti meno rispetto alle famiglie cinesi, vedo donne incinte, poi con il neonato e poi "puff" sono di nuovo incinte e senza bambini)
vero è molto frequente
"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi, può essere conosciuto, trasformato e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere. della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita" E. Berlinguer


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Tittiba
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Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri

Post by Tittiba »

Tu sei in una zona dove ci sono molti cinesi? Io credo comunque che ogni
Comunità cinese abbia le proprie abitudini e credenze...la Cina è tanto grande.
Qui chiudo cara perché avrei cose da dire ma invado una certa privacy, una mia fissazione sicuramente, ma credo si capisca...;-)
"Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Cammino per dieci passi e l'orizzonte si sposta dieci passi più in là.
Per quanto io cammini, non la raggiungerò mai.
A cosa serve l'utopia? Serve proprio a questo: a camminare." Edoardo Galeano

"Se soffi su una scintilla, si accende; se vi sputi sopra, si spegne;
eppure ambedue le cose escono dalla tua bocca." dal libro del Siracide

Sono una mamma di cuore…
sono una mamma balia, la seconda, quella che arriva dopo ma che resta,
non mi porterà via vento né onda, non mi farà sparire la tempesta.
I nostri anni a lettere di fuoco, han scritto chi sei tu e chi sono io,
nel mio cuore io sono la tua mamma e tu sarai per sempre figlio mio!

Il ranocchio ha 3 anni!
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Lidia
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Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri

Post by Lidia »

Io parlo da immigrata. Ho vissuto all'estero per anni.
E' ovvio che quando sei in un posto totalmente sconosciuto cerchi i tuoi connazionali, non ci trovo nulla di strano. Non significa "non volersi integrare". In Zambia mi sono integrata benissimo, e anche in Australia. Avevo e ho tutt'ora amicizie estremamente importanti. Però avevo anche molto bisogno di stare con persone con le mie stesse radici. Non è facile trovarsi in un luogo dove non hai idea di cosa passi per la testa delle persone. E' faticoso, mentalmente, dover sempre fare i conti con un passato diverso, abitudini diverse, mentalità diversa. Non necessariamente di lingua diversa. Io sono mezza inglese, l'inglese è la mia prima lingua, eppure in Australia facevo una grande fatica. Uscire con ragazze italiane mi rassicurava e mi lasciava riposare la mente. Cercare i propri connazionali non è segno di non volersi integrare.
Che poi fosse facile. Lo straniero intimidisce anche la persona più aperta. Adesso, sinceramente, chi al parco si avvicina a una donna col velo che parla arabo coi suoi bambini? In Australia al parco non mi cagava nessuno.
Che alcune persone disprezzino certi usi nostri è vero. Anche alcuni di noi li disprezzano, eppure vivono nei "loro" paesi, magari per sfruttarli.
Che non adottino in toto il nostro modo di vivere invece mi pare più che legittimo. Anzi, quanto si impoverirebbe il mondo se tutti si uniformassero (cosa che già sta succedendo)
Non è che quando ho vissuto in Africa sono stata costretta a vestirmi come loro (lo facevo spesso, ma perché mi piaceva).
E nemmeno a girare con le tette fuori. Avrei dovuto? Non credo proprio. Ma non vuol dire che non mi voglio integrare, né che disprezzi il loro modo di vivere. Semplicemente, la mia cultura mi porta a non volerlo fare.
Però poi le donne dei villaggi non mettono pantaloni, e io sì. Certo, magari non andavo con gli shorts, (tette sì, gambe no).
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Elia 17-2-2008
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