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Re: Vivere da bambini

Posted: Fri Jan 16, 2015 9:34 am
by babyrizzo
Caterina wrote:Scilla
- lavati le manINE
- vuoi la bumba? L'acquetta? La TETTA?
- mangia la pappa, la ciccia

Etc etc
oppure (usati inizialmente da mia mamma, che poi ha smesso per fortuna):
- Vuoi brum brum (per dire "da bere")
- fai cece (siediti)

ricordo che li usava con me ... :stort:

Re: Vivere da bambini

Posted: Fri Jan 16, 2015 9:42 am
by caterina
Io non ho mai tollerato e sentire altre famiglie usare questi termini con bambini anche grandi mi mette addosso un lavoro incredibile.
mangia la ciccia a un bambino di 5 anni NO.
manco a 2 eh?
Ma a 5... te prego.

Re: Vivere da bambini

Posted: Fri Jan 16, 2015 9:47 am
by bea
Trilli wrote:Alice è grandissima.
Noi in effetti non abbiamo mai filtrato nulla, nè il linguaggio nè la TV, nè altro.
E lei ci sorprende con i suoi ragionamenti e le sue intuizioni, che sembrano quelli di un'adolescente.
Lei non ubbidisce. Lei vuole spiegazioni, poi riflette, valuta, collabora.
Lei sa stare al mondo, eccome. E critica i suoi compagni quando, dice lei, fanno storiacce da bimbi piccoli.
Io a volte ci resto un po' male. Poi però penso che in fondo sa rapportarsi anche con i coetanei, e che se lei è così è più per indole che per educazione. E che comunque un' educazione diversa non potrei dargliela.
Ecco. Proprio questo intendo.
Alice è coetanea, se non sbaglio, dei miei grandi.
E' proprio il modo in cui vive il suo quotidiano, da come lo descrivi, che è differente.
Lei vive in un mondo di adulti, in cui non vi sono filtri (linguaggio, TV eccetera). E ne trae beneficio.

Non è che io applichi filtri. E' che semplicemente in casa mia i bambini sono la maggioranza.
Durante la settimana ci sono io, e la babysitter (che ripeto è una ragazza canadese di 19 anni, a momenti più bambina di loro).
Pur senza usare termini bambineschi né fare nulla che sia "da bambino" (io non gioco, non so inventare attività alla loro portata, biscotti con le formine sessioni di bricolage e cose "educative" sono quanti di più lontano da me ci sia), il nostro quotidiano è tarato su di loro.
I ritmi, i discorsi, le cose da fare.....

Le domande filosofiche sono cominciate presto anche qui (ricordo ancora "il" discorso fondante sulla morte e l'aldilà, fatto in macchina andando in gita, io al volante loro tre dietro, tre-enni e meno di unenne, a spiegare cosa succede dopo che si muore; e puntuale la sera spiare loro che se lo ripetevano tutto interpretato alla loro maniera tra di loro); l'autonomia sul lavarsi vestirsi ecc è a vari livelli ma insomma ci sta.

Adesso mi chiedono di guerre e religione e soprattutto di fenomeni naturali; di altri paesi; sono loro che mi portano le loro domande, però. Non hanno proprio occasione di sentire nostri discorsi, o comunque poco.

Sono io che mi sento un po' come una direttrice di collegio, a volte. :loooool:
E vedo benissimo che le rare volte che capita di avere uno dei grandi tutto per me, è proprio diverso. Se il loro interlocutore sono solo io, il livello della conversazione cambia.