Posted: Sat Nov 17, 2007 7:05 pm
Io concordo molto con Sole.
E aggiungo che anche se è vero che gli adolescenti, come dice Ross, seguono l'esempio dei leader negativi è anche vero che se avessero un'identità sana e BEN FORMATA non li seguirebbero.
E per identità sana e ben formata, intendo che dagli 0 ai 12 anni, proprio quando l'identità di un essere umano prende forma, c'è poco da raccontarsela.
La respons-abilità è del genitore.
Che DEVE essere capace di rispondere al proprio figlio, alle sue domande e alle sue richieste in modo adeguato.
DI osservarlo.
Vedere cosa il figlio ama e cosa il figlio detesta.
Cogliere la sua indole e "sponsorizzarla".
Ed evitare con decisione di IMPORRE un'identità altra o, peggio ancora, la propria.
Avere rispetto per il proprio figlio, vuol dire apprezzare i suoi talenti e le sue doti, fornirgli la possibilità di sviluppare capacità, aiutarlo a pensare con la sua testa ed installargli dei valori e delle convinzioni che siano sane, funzionali ed ecologiche.(intendendo per ecologiche, compatibili con l'ambiente e anche con il sitema/società).
Tutto questo, io credo, aiuterebbe a far sì che un bambino possa diventare un adolescente equilibrato e con UNA TESTA PENSANTE.
Certo è che se ad un bimbo non vengono trasmessi valori e convinzioni.
O non gli si dedica nemmeno un po' di tempo.
O gli si impone uno stile di vita preconfezionato.
O lo si lascia solo con se stesso e le proprie paure e dubbi e ci si ricorda di averlo solo quando disturba e gli si dice "zitto scemo!".
Ecco, allora diciamo che comprendo l'esistenza della rabbia.
Dell'aggressività.
E ne imputo il 90% della colpa, al genitore.
E aggiungo che anche se è vero che gli adolescenti, come dice Ross, seguono l'esempio dei leader negativi è anche vero che se avessero un'identità sana e BEN FORMATA non li seguirebbero.
E per identità sana e ben formata, intendo che dagli 0 ai 12 anni, proprio quando l'identità di un essere umano prende forma, c'è poco da raccontarsela.
La respons-abilità è del genitore.
Che DEVE essere capace di rispondere al proprio figlio, alle sue domande e alle sue richieste in modo adeguato.
DI osservarlo.
Vedere cosa il figlio ama e cosa il figlio detesta.
Cogliere la sua indole e "sponsorizzarla".
Ed evitare con decisione di IMPORRE un'identità altra o, peggio ancora, la propria.
Avere rispetto per il proprio figlio, vuol dire apprezzare i suoi talenti e le sue doti, fornirgli la possibilità di sviluppare capacità, aiutarlo a pensare con la sua testa ed installargli dei valori e delle convinzioni che siano sane, funzionali ed ecologiche.(intendendo per ecologiche, compatibili con l'ambiente e anche con il sitema/società).
Tutto questo, io credo, aiuterebbe a far sì che un bambino possa diventare un adolescente equilibrato e con UNA TESTA PENSANTE.
Certo è che se ad un bimbo non vengono trasmessi valori e convinzioni.
O non gli si dedica nemmeno un po' di tempo.
O gli si impone uno stile di vita preconfezionato.
O lo si lascia solo con se stesso e le proprie paure e dubbi e ci si ricorda di averlo solo quando disturba e gli si dice "zitto scemo!".
Ecco, allora diciamo che comprendo l'esistenza della rabbia.
Dell'aggressività.
E ne imputo il 90% della colpa, al genitore.