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lenina wrote:può darsi. Ma io penso che sia un modo sbagliato. Mette la sessualità sul piano di concessione e di "premio" cosa che secondo me è sbagliata.
approvo il tuo ragionamento e colgo l'occasione per dirti che ti stimo molto leggo i tuoi interventi con interesse e condivido spesso a pieno ciò che scrivi bacio
Anch'io sono stata a casa finchè michael non è andato alla scuola materna, quindi per tre anni ho fatto solo la casalinga e ho fatto esattamente quello che fai tu, il bello è che ora lavoro 4 ore e faccio ancora le stesse cose che fai tu.
Mi paice avere la casa in perfetto ordine e pulito e mi piace seguire michael in tutto in più lavoro al mattino.
Senz'altro per fare le casalinghe con casa perfetta come Sherazade ci vuole passione. Una passione che mi è sempre mancata: proprio mi risulta indifferente lo stato della casa. Ecco perché durante i congedi di maternità mi sono sentita mooooolto più riposata che dopo il ritorno al lavoro.
Sarebbe bello, però, che ogni donna avesse la possibilità di scegliere quel che più sente adatto a sé, mentre spesso sono fattori esterni a scegliere per lei (bisogno di un secondo stipendio, o, al contrario, impossibilità di conciliare lavoro e famiglia che porta a preferire quest'ultima). Un riconoscimento economico del lavoro casalingo aiuterebbe. Ma ora come ora, temo, è fantascienza.
PS: viva Ester che Rieduca con i pantaloni in lavatrice!
"Ci sono persone rotonde, mia cara signora, ci sono bambini a forma, diciamo, di triangolo, perché no, e ci sono... Ci sono bambini a zigzag" (David Grossman)