marte71 wrote:hai ragione giulia! ma non credo su una cosa del genere...per una cosa grave sicuramente sono d'accordo con te, ma su queste cose no. io ricordo che una volta la mia pisco mi raccontò di un bambino, che quando la mamma lo accompagnava all'asilo e lo vedeva piangere e disperarsi, si disperava anche lei, andandosene sempre fra le lacrime...quel bambino crebbe pensando di dover consolare lui la madre, che lei non fosse in grado non solo di badare a se stessa, ma cosa peggiore a lui. ora, sicuramente la situazione non è nemmeno paragonabile e probabilmente altri motivi portarono ai vari problemi che poi lui ebbe, ma mi fece riflettere molto questa cosa...per cui prima di far vedere le mie debolezze a mia figlia, ci penso e ci ripenso...:-)
Ti quoto Francesca
Di tanti errori si sono "macchiati" i miei genitori (niente di enorme, ma erano comunque umani, e non ho mai avuto il dubbio che fossero perfetti o incorruttibili) però non finirò mai di ringraziarli per il senso di .."muro portante" che mi hanno infuso.
Tutt'ora, anche se mi capita di aiutarli economicamente, anche se so che non posso contare su di loro per un babysitteraggio la sera dopocena, li vedo comunque come .. i confini del mio mondo emotivo, al quale hanno saputo donare stabilità, senza però soffocarmi con aspettative ed angosce, lasciando lo spazio necessario per arredare la mia "casa" con i "miei" affetti, marito, amici, figli.
Ok la metafora mi è un po' partita per la tangente architettonica ma spero si sia capito il concetto.
E spero soprattutto che saprò fare lo stesso con i miei figli.

