Sheireh wrote:Ci si può nascere o diventarlo, ma l'importante secondo me è che mamme si cresce.
Bella questa frase, Ila!
Poco o tanto, anche per le più "mamme inside" fin dalla tenera età, lo si diventa. Perché l'esserlo in atto, quotidianamente, fa la differenza.
Io devo confessare che in partenza ero una di quelle non-molto-mamma. Mai amato intrattenermi con i bambini (degli altri), e avevo idee distorte, lontanissime dal coinvolgimento della maternità, sull'avere un figlio. In un certo senso, lo consideravo un sentimento subordinato a quello d'amore con il padre del medesimo. Difficile credere che l'avrebbe eguagliato, integrandosi in modi inattesi, e per certi versi... per la viscerale potenza, forse l'avrebbe superato.
(Un bel match, comunque!).
In gravidanza, poi, a differenza di parecchie pancine, anche in questo forum, sono sempre stata un po' "fredda", portata a pensare quei musetti da eco ancora in potenza e non in atto, come fanno le donne che già dal test positivo avvertono con prepotenza il "mio figlio". Io fino al quarto mese quasi non ci credo, alla morfologica già di più ma con diffidenza, a ridosso del parto ormai ci siamo ma ancora non sono pronta a sciogliere le briglie del coinvolgimento emotivo.
Poi, appena mi hanno messo fra le braccia i bambini, tutte e due le volte è stato il rompersi di un argine; è stato folle e incondizionato amore a prima vista.
Se mamme si nasce, sono nata soltanto in quei momenti.
Se si diventa, lo sono diventata a partire da allora.
E a crescere si prova giorno per giorno...