Non ho figli. Non sono cattolica, neanche credente, diciamo che sono al massimo un'agnostica tendente all'ateismo.
Se avrò figli, li lascerò liberi di decidere. Ma fino a quando non saranno abbastanza grandi per capire e per decidere, non imporrò niente. Non riuscirei mai a mandare mio figlio al catechismo, a meno che a 6 anni non fosse già abbastanza maturo per dirmi chiaro e tondo "ci voglio andare perché questa cosa mi incuriosisce".
Non ovunque la chiesa ha anche una funzione sociale, dipende moltissimo dagli ambienti che si frequentano. Io per esempio non ho mai frequentato il catechismo né tantomeno l'ambiente della parrocchia. In città credo che buona parte di questo valore sociale per i ragazzi sia andato perso, o cmq abbia perso gran parte della sua importanza. E cmq, da solo, non mi sembra un buon motivo per frequentare il catechismo.
Inoltre, non riesco a vedere il catechismo come cosa puramente culturale. Per quello che so, non è che si studi storia delle religioni. Il catechismo, giustamente, mica pretende di essere super partes: è un'attività cattolica che mira a rendere i bambini dei buoni cattolici.
Mi sto incartando da sola, ma il succo è: se i genitori non sono cattolici e il bambino di 6 anni (comprensibilmente) non è in grado di esprimere una preferenza matura e consapevole, io non vedo il senso di mandarlo a catechismo.
E il catechismo?
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- marika
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ecco, quello che intendevo ioLelia wrote:Non ho figli. Non sono cattolica, neanche credente, diciamo che sono al massimo un'agnostica tendente all'ateismo.
Se avrò figli, li lascerò liberi di decidere. Ma fino a quando non saranno abbastanza grandi per capire e per decidere, non imporrò niente. Non riuscirei mai a mandare mio figlio al catechismo, a meno che a 6 anni non fosse già abbastanza maturo per dirmi chiaro e tondo "ci voglio andare perché questa cosa mi incuriosisce".
Non ovunque la chiesa ha anche una funzione sociale, dipende moltissimo dagli ambienti che si frequentano. Io per esempio non ho mai frequentato il catechismo né tantomeno l'ambiente della parrocchia. In città credo che buona parte di questo valore sociale per i ragazzi sia andato perso, o cmq abbia perso gran parte della sua importanza. E cmq, da solo, non mi sembra un buon motivo per frequentare il catechismo.
Inoltre, non riesco a vedere il catechismo come cosa puramente culturale. Per quello che so, non è che si studi storia delle religioni. Il catechismo, giustamente, mica pretende di essere super partes: è un'attività cattolica che mira a rendere i bambini dei buoni cattolici.
Mi sto incartando da sola, ma il succo è: se i genitori non sono cattolici e il bambino di 6 anni (comprensibilmente) non è in grado di esprimere una preferenza matura e consapevole, io non vedo il senso di mandarlo a catechismo.
Marika e Nino,
Francesco (2/6/04), Teresa (9/12/05) e Giovanni (19/12/10)
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nella quotidianità pure George Clooney ad un certo punto si trasforma in Homer Simpson (Gabry)
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- Eva
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quotoLelia wrote: Mi sto incartando da sola, ma il succo è: se i genitori non sono cattolici e il bambino di 6 anni (comprensibilmente) non è in grado di esprimere una preferenza matura e consapevole, io non vedo il senso di mandarlo a catechismo.
Cecilia 24/03/2004
Andrea & Gabriele 01/06/2006
I giusti possono avere idee sbagliate, ma le azioni, quelle non le sbagliano mai.
Le persone non si rivelano né si giudicano da ciò che dicono, ma da ciò che fanno, perché le parole e le idee – anche le più belle - nascono dal cervello, i gesti dal cuore.
M. Gramellini
Andrea & Gabriele 01/06/2006
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M. Gramellini
