Si, ma penso dipenda molto dal carattere del bambino, Michele non è tipo da imporgli cose che non gli vanno, c'ho già provato e, dal momento che voglio che per lui diventi uno stile di vita, penso che deve essere convinto di quello che fà. Intanto il nuoto con me poi testeremo le altre cose e sceglierà ciò che preferisce, tranne il calcio, sù quello non transigo.Teresa wrote:ecco diciamo che io sono giusto all'antitesi.
Per ora lo sport lo scelgo io, loro devono fidarsi di me.
E ho scelto la piscina: e' il terzo anno.
e' stata dura portarci Carla (Mena no, quella si butta ovunque!) e' stata durissima.
Poi quest'estate ho visto come si fosse appropriata di quella costrizione fino a farne un grande strumento di liberta'.
Sapeva nuotare e questo le ha consentito un divertimento fra piscine e mare che mi ha ripagato di tanto sacrificio.
Vederla tuffare dal pattino, vederla nuotare e ridere, lanciarsi, esibirsi e' stato troppo bello.
E' vero bisogna lasciare che scelgano qualcosa che a loro piace, ma bisogna anche guidarli, almeno ora che il gusto e', come direbbe qualcuno, mobile...
Io lo guido, non lo lascio certo a se stesso però ho visto delle difficoltà nell'approcciarsi al karate che non potrei mai obbligarlo a continuare, io sono per il seguire le attitudini personali (non è che tutti sono portati per tutto, bisogna provare) e l'essere d'aiuto nella scelta. Poi sono punti di vista...

