Ciao Emily, ripassavo per vedere come andava. Sono contenta di leggere che c'è stata almeno una giornata positiva.
E piano, vedrai, queste giornate diventeranno la tua quotidianità.
LA depressione post partum
- Pandina
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nene70
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emilydie wrote:dipende dalle giornate!! ma soprattutto va a momenti !!! quello che mi dispiace è che Filippo ne paga le conseguenze! non riesco ad essere serena con lui e quindi faccio fatica a riconoscere i suoi messaggi ! avrà sonno ? è solo fame? vuole coccole ? lo tengo troppo in braccio?? e intanto la stretta allo stomaco non allenta. Ho chiamato la mia doc di base per appuntamento è non è ancora tornata dalle ferie ....!!!
a proposito di rientro alla "vita sociale", cara Lella, prima del parto pensavo di sfruttare tutto lo sfrutabile in fatto di maternità obbligatoria, facoltativa e ferie arretrate..ora invece penso che rientrerò a lavoro prima..devo vedere come fare !! lo so, sarà forse più faticoso ! non so !
P.S. sto diventando noimamme addicted!!
emily
intanto una cosa, un bimbo non si tiene mai troppo in braccio :D è bello averli in braccio, anche quando si è stanche, sentire il loro odore,il loro calore...
i mesaggi dei neonati...guarda, nn è così facile capirli e tutte, anche al decimo figlio, si rimane interdette davanti a un pianto irrefrenabile...
per il rientro lavorativo, emily, sarà più faticoso, ma potrebbe essere anche una soluzione per trovare un equilibrio...e comunque nn sarebbero otto ore...
mi piace averti con noi!

La vita si restringe o si espande in proporzione al coraggio di ognuno.
Anais Nin
Anais Nin
- Lella
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emilydie wrote:
per rispondere alla tua domanda cara Lella, non abito in centro, ma ci metto ca. 15 min di bus per arrivarci (Trieste non è tanto grande)!elo so dovrei uscire di più..ma quando entro "nel mio cono d'ombra" quello che è in effetti semplice e fattibile diventa impossibile! ma più sto a casa da sola e più mi addentro nel cono d'ombra e più..... sic
Si so esattamente come ci si sente e cosa si prova, da un lato mi sentivo prigioniera in casa per il bambino ma dall'altro stare a casa mi dava sicurezza perchè un pianto improvviso lontano dalla mia abitazione mi mandava nel panico.
Ecco il pianto del bambino è un elemento fondamentale, secondo me, era come se fossi tesa tutto il giorno, impegnata affinchè non piangesse e non ero rilassata anche nei momenti in cui lui era tranquillo perchè sentivo "l'ombra" del suo pianto sempre in agguato.
Mi bastava la presenza di qualcun altro per rilassarmi, era come un disagio, una sorta di paura, di fatica a stare da sola con lui.
Automaticamente anche le uscite da soli diventano comunque impegnative per questa continua paura che piangesse e la mia impreparazione emotiva, di reazione al suo pianto.
Tutto ciò comportava ovviamente un profondo senso di inadeguatezza e insoddisfazione.
Ma ti assicuro cara EMily che poi tutto passa e inizierai a godere davvero la soddisfazione di essere mamma.
Tu cerca più che puoi di uscire, anche andando in casa di amiche o di parenti.
Piano piano inizierai a rilassarti, lui crescerà e diventerà sempre meno impegnativo.

CARPE DIEM


