emilydie wrote:
per rispondere alla tua domanda cara Lella, non abito in centro, ma ci metto ca. 15 min di bus per arrivarci (Trieste non è tanto grande)!elo so dovrei uscire di più..ma quando entro "nel mio cono d'ombra" quello che è in effetti semplice e fattibile diventa impossibile! ma più sto a casa da sola e più mi addentro nel cono d'ombra e più..... sic
Si so esattamente come ci si sente e cosa si prova, da un lato mi sentivo prigioniera in casa per il bambino ma dall'altro stare a casa mi dava sicurezza perchè un pianto improvviso lontano dalla mia abitazione mi mandava nel panico.
Ecco il pianto del bambino è un elemento fondamentale, secondo me, era come se fossi tesa tutto il giorno, impegnata affinchè non piangesse e non ero rilassata anche nei momenti in cui lui era tranquillo perchè sentivo "l'ombra" del suo pianto sempre in agguato.
Mi bastava la presenza di qualcun altro per rilassarmi, era come un disagio, una sorta di paura, di fatica a stare da sola con lui.
Automaticamente anche le uscite da soli diventano comunque impegnative per questa continua paura che piangesse e la mia impreparazione emotiva, di reazione al suo pianto.
Tutto ciò comportava ovviamente un profondo senso di inadeguatezza e insoddisfazione.
Ma ti assicuro cara EMily che poi tutto passa e inizierai a godere davvero la soddisfazione di essere mamma.
Tu cerca più che puoi di uscire, anche andando in casa di amiche o di parenti.
Piano piano inizierai a rilassarti, lui crescerà e diventerà sempre meno impegnativo.
