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Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Posted: Mon Nov 16, 2015 12:39 pm
by Lella
Paola wrote:Forse la spiegazione di quel che io vado chiedendo da due giorni, PERCHE' giovani "europizzati" scelgono l'ISIS alla democrazia è tutta qui.
E se è tutta qui, possiamo solo difenderci, perché alla fine, hanno ragione loro...

“A voi manca un elemento chiave per capire la situazione: il discorso sociale. La matrice religiosa è forte, di sicuro orienta la leadership. Ma state sicuri che è la questione sociale quella che riesce, più di tutto, ad affascinare una generazione intera. Perché di redistribuir ricchezze, nazionalizzare i proventi della vendita delle risorse, dare servizi di base alla popolazione civile parlano solo loro. I discorsi che io, da giovane di sinistra, facevo all’università sono adesso diventata un’agenda in mano ad altri, per il nostro fallimento e per la vostra incapacità di sostenere le forze progressiste, in Siria come altrove. Guardo il mio Paese morire, attraverso una finestra di Malmoe, mi piove dentro. Sento che si prepara la ‘normalizzazione’ di Assad, ponendo l’eterna trappola a quelli come me: o accetti di vivere in una dittatura o sarai in balia del caos, del fondamentalismo e della violenza. Non doveva andare così, non è possibile che sia stata questa l’unica vita possibile”


http://www.glistatigenerali.com/uncateg ... a-di-isis/
ma lo credo anch'io che è il discorso sociale, è quel rivedere di base le ingiustizie del mondo di cui parlavo nel primo post.

Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Posted: Mon Nov 16, 2015 12:46 pm
by Paola
Lella wrote:
Paola wrote:Forse la spiegazione di quel che io vado chiedendo da due giorni, PERCHE' giovani "europizzati" scelgono l'ISIS alla democrazia è tutta qui.
E se è tutta qui, possiamo solo difenderci, perché alla fine, hanno ragione loro...

“A voi manca un elemento chiave per capire la situazione: il discorso sociale. La matrice religiosa è forte, di sicuro orienta la leadership. Ma state sicuri che è la questione sociale quella che riesce, più di tutto, ad affascinare una generazione intera. Perché di redistribuir ricchezze, nazionalizzare i proventi della vendita delle risorse, dare servizi di base alla popolazione civile parlano solo loro. I discorsi che io, da giovane di sinistra, facevo all’università sono adesso diventata un’agenda in mano ad altri, per il nostro fallimento e per la vostra incapacità di sostenere le forze progressiste, in Siria come altrove. Guardo il mio Paese morire, attraverso una finestra di Malmoe, mi piove dentro. Sento che si prepara la ‘normalizzazione’ di Assad, ponendo l’eterna trappola a quelli come me: o accetti di vivere in una dittatura o sarai in balia del caos, del fondamentalismo e della violenza. Non doveva andare così, non è possibile che sia stata questa l’unica vita possibile”


http://www.glistatigenerali.com/uncateg ... a-di-isis/
ma lo credo anch'io che è il discorso sociale, è quel rivedere di base le ingiustizie del mondo di cui parlavo nel primo post.
E allora non ne usciremo più.
Perché non si rivedranno mai.

Re: Parigi, oltre al dolore, proviamo a riflettere insieme su cosa sta succedendo?

Posted: Mon Nov 16, 2015 12:52 pm
by Nat
Paola wrote:Forse la spiegazione di quel che io vado chiedendo da due giorni, PERCHE' giovani "europizzati" scelgono l'ISIS alla democrazia è tutta qui.
E se è tutta qui, possiamo solo difenderci, perché alla fine, hanno ragione loro...

“A voi manca un elemento chiave per capire la situazione: il discorso sociale. La matrice religiosa è forte, di sicuro orienta la leadership. Ma state sicuri che è la questione sociale quella che riesce, più di tutto, ad affascinare una generazione intera. Perché di redistribuir ricchezze, nazionalizzare i proventi della vendita delle risorse, dare servizi di base alla popolazione civile parlano solo loro. I discorsi che io, da giovane di sinistra, facevo all’università sono adesso diventata un’agenda in mano ad altri, per il nostro fallimento e per la vostra incapacità di sostenere le forze progressiste, in Siria come altrove. Guardo il mio Paese morire, attraverso una finestra di Malmoe, mi piove dentro. Sento che si prepara la ‘normalizzazione’ di Assad, ponendo l’eterna trappola a quelli come me: o accetti di vivere in una dittatura o sarai in balia del caos, del fondamentalismo e della violenza. Non doveva andare così, non è possibile che sia stata questa l’unica vita possibile”


http://www.glistatigenerali.com/uncateg ... a-di-isis/

un altro pezzo:
Sono tanti. Sono quei ragazzi della periferia grigia dell’Europa e del mondo ricco, periferie che nessuno è mai riuscito a colorare di speranza.


è un pò quello che scrivevo io sopra di vivere sempre ai margini di una società benestante

ma come si può risolvere ciò?