Ciao a tutte.
Paolo nasce inaspettatamente alla 36esima settimana, dopo una gravidanza priva di qualsiasi problema degno di essere ricordato. Il parto è lungo e difficile, 17 ore che mi lasciano devastata fisicamente e psicologicamente. Priva di ogni esperienza, non so bene cosa mi aspettassi, ma di sicuro non mi aspettavo questo. Non provo nessuna della meravigliose sensazioni che sognavo di provare da sempre. Quando alla fine il bimbo nasce grazie alla ventosa e al ginecologo sulla pancia, l'unica cosa che riesco a pensare è "Signore, grazie che sia finita". Il bimbo sta bene, ma è nato pre-termine e ha la testa a pera causa ventosa. Praticamente non me lo fanno neanche vedere, lo portano subito in osservazione. Quindi, la prima notte non provo nemmeno ad attaccarlo al seno. Mi dicono di riposarmi, al bimbo ci pensano loro. Io sono a pezzi, ma non riesco a dormire, quindi a un certo punto mi alzo e vado alla nursery... vedo mio figlio nell'incubatrice... e vengo presa dal panico... giro i tacchi e letteralmente "fuggo". La mattina me lo portano. Non mi dicono nulla... non mi spiegano come fare....semplicemente me lo consegnano... lasciano li la culla e niente più. Provo ad attaccarlo al seno, lui ha fame, è vorace, ma i miei capezzoli sono piatti e non riesce ad attaccarsi.. e si arrabbia... io sono sempre più depressa.
Il terzo giorno gli viene l'ittero... quindi deve stare 24 ore sotto la lampada... e ovviamente non lo attacco. Al quinto giorno ci dimettono... forse un po’ troppo in fretta... nel frattempo faccio allattamento misto e noleggio anche un tiralatte... con risultati desolanti... dal mio seno esce un misero rigagnolo di latte... e Paolo non riesce nemmeno ad attaccarsi.... Torniamo in ospedale per il controllo della bilirubina... che risulta alle stelle...quindi nuovo ricovero e altre 24 ore sotto la lampada. Continuo con il tiralatte e con l’allattamento misto.. che mi prova fisicamente... è difficile lottare con un bimbo arrabbiato che non riesce ad attaccarsi e poi preparare comunque anche il LA cercando di rimanere lucida tra misurini, scaldabiberon, sterilizzatori e bambino urlante.... Sono stanca e depressa, ma sento di dovere almeno provarci ancora un po’. Mia madre mi sta con il fiato sul collo, dice che faccio soffrire la fame al bambino. Il colpo di grazia me lo da il pediatra che visita Paolo al controllo in ospedale. Con fare accusatorio mi chiede:”Signora... perché questo bambino non cresce???”.
Decido che non vale la pena soffrire in due per settimane o forse mesi. Smetto di provarci e non c’è nemmeno bisogno di fare nulla per fare andare via il latte, che in sostanza non c’è nemmeno mai stato.
Da quel momento il bambino comincia a fiorire... prende peso e si tranquillizza. Io comincio a sperimentare le gioie della maternità. Se qualcuno mi chiede se gli do il MIO latte rispondo “Certo, che è mio... lo compro in farmacia... quindi è mio.” E sia ringraziato chi lo ha inventato.
Oggi Paolo ha due anni, è uno splendido bambinone di 13 chili ..... lo adoro, è la mia vita.
E francamente quando sento dire che “Il latte c’è sempre."... mi si annebbia un po' la vista.
Auguri a tutte di uno splendido allattamento.
"purtroppo non ce l'abbiamo fatta " storie di allattamento finite male
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Flavia
Io non ho allattato per parere dei medici: con la mia Sclerosi Multipla non ancora ben stabile la neurologa ha detto che era importante riprendere l'interferone il prima possibile... e un latte "addizionato" non era proprio il caso.
Però per me è una spina nel fianco perchè io questo periodo dopo parto sono stata proprio bene (a parte la stanchezza e la depressione delle prime settimane).. certo, mi è calata la vista in modo notevole (ma non dovrebbe calare solo se si allatta?) e ho l'equilibrio di una sedia con una gamba rotta ... però comunque l'allattamento è un'esperienza che io E Muccio non abbiamo avuto e lo rimpiango proprio...
Soprattutto perchè è un mese che ho ripreso l'interferone e questa volta mi sta facendo stare proprio male... mi fanno male pure le ginocchia. Che pizza.
Però per me è una spina nel fianco perchè io questo periodo dopo parto sono stata proprio bene (a parte la stanchezza e la depressione delle prime settimane).. certo, mi è calata la vista in modo notevole (ma non dovrebbe calare solo se si allatta?) e ho l'equilibrio di una sedia con una gamba rotta ... però comunque l'allattamento è un'esperienza che io E Muccio non abbiamo avuto e lo rimpiango proprio...
Soprattutto perchè è un mese che ho ripreso l'interferone e questa volta mi sta facendo stare proprio male... mi fanno male pure le ginocchia. Che pizza.
- lenina
- Ambasciatore

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glorietta73 wrote:E francamente quando sento dire che “Il latte c’è sempre."... mi si annebbia un po' la vista.
Auguri a tutte di uno splendido allattamento.
bhe il latte c'è se il bambino lo tira.
Funziona con meccanismo di richiesta offerta.
Chiaramente avendo tu attaccato il bimbo molto tardi, e poco (anche quando sono sotto la lampada dovrebbero permettere di toglierli per allattarli) la montata non c'è stata.
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
http://franceefamiglia.com/
Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010
“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"