Eccoci qua
Posted: Mon Feb 23, 2009 5:38 pm
Ciao a tutte.
Paolo nasce inaspettatamente alla 36esima settimana, dopo una gravidanza priva di qualsiasi problema degno di essere ricordato. Il parto è lungo e difficile, 17 ore che mi lasciano devastata fisicamente e psicologicamente. Priva di ogni esperienza, non so bene cosa mi aspettassi, ma di sicuro non mi aspettavo questo. Non provo nessuna della meravigliose sensazioni che sognavo di provare da sempre. Quando alla fine il bimbo nasce grazie alla ventosa e al ginecologo sulla pancia, l'unica cosa che riesco a pensare è "Signore, grazie che sia finita". Il bimbo sta bene, ma è nato pre-termine e ha la testa a pera causa ventosa. Praticamente non me lo fanno neanche vedere, lo portano subito in osservazione. Quindi, la prima notte non provo nemmeno ad attaccarlo al seno. Mi dicono di riposarmi, al bimbo ci pensano loro. Io sono a pezzi, ma non riesco a dormire, quindi a un certo punto mi alzo e vado alla nursery... vedo mio figlio nell'incubatrice... e vengo presa dal panico... giro i tacchi e letteralmente "fuggo". La mattina me lo portano. Non mi dicono nulla... non mi spiegano come fare....semplicemente me lo consegnano... lasciano li la culla e niente più. Provo ad attaccarlo al seno, lui ha fame, è vorace, ma i miei capezzoli sono piatti e non riesce ad attaccarsi.. e si arrabbia... io sono sempre più depressa.
Il terzo giorno gli viene l'ittero... quindi deve stare 24 ore sotto la lampada... e ovviamente non lo attacco. Al quinto giorno ci dimettono... forse un po’ troppo in fretta... nel frattempo faccio allattamento misto e noleggio anche un tiralatte... con risultati desolanti... dal mio seno esce un misero rigagnolo di latte... e Paolo non riesce nemmeno ad attaccarsi.... Torniamo in ospedale per il controllo della bilirubina... che risulta alle stelle...quindi nuovo ricovero e altre 24 ore sotto la lampada. Continuo con il tiralatte e con l’allattamento misto.. che mi prova fisicamente... è difficile lottare con un bimbo arrabbiato che non riesce ad attaccarsi e poi preparare comunque anche il LA cercando di rimanere lucida tra misurini, scaldabiberon, sterilizzatori e bambino urlante.... Sono stanca e depressa, ma sento di dovere almeno provarci ancora un po’. Mia madre mi sta con il fiato sul collo, dice che faccio soffrire la fame al bambino. Il colpo di grazia me lo da il pediatra che visita Paolo al controllo in ospedale. Con fare accusatorio mi chiede:”Signora... perché questo bambino non cresce???”.
Decido che non vale la pena soffrire in due per settimane o forse mesi. Smetto di provarci e non c’è nemmeno bisogno di fare nulla per fare andare via il latte, che in sostanza non c’è nemmeno mai stato.
Da quel momento il bambino comincia a fiorire... prende peso e si tranquillizza. Io comincio a sperimentare le gioie della maternità. Se qualcuno mi chiede se gli do il MIO latte rispondo “Certo, che è mio... lo compro in farmacia... quindi è mio.” E sia ringraziato chi lo ha inventato.
Oggi Paolo ha due anni, è uno splendido bambinone di 13 chili ..... lo adoro, è la mia vita.
E francamente quando sento dire che “Il latte c’è sempre."... mi si annebbia un po' la vista.
Auguri a tutte di uno splendido allattamento.
Paolo nasce inaspettatamente alla 36esima settimana, dopo una gravidanza priva di qualsiasi problema degno di essere ricordato. Il parto è lungo e difficile, 17 ore che mi lasciano devastata fisicamente e psicologicamente. Priva di ogni esperienza, non so bene cosa mi aspettassi, ma di sicuro non mi aspettavo questo. Non provo nessuna della meravigliose sensazioni che sognavo di provare da sempre. Quando alla fine il bimbo nasce grazie alla ventosa e al ginecologo sulla pancia, l'unica cosa che riesco a pensare è "Signore, grazie che sia finita". Il bimbo sta bene, ma è nato pre-termine e ha la testa a pera causa ventosa. Praticamente non me lo fanno neanche vedere, lo portano subito in osservazione. Quindi, la prima notte non provo nemmeno ad attaccarlo al seno. Mi dicono di riposarmi, al bimbo ci pensano loro. Io sono a pezzi, ma non riesco a dormire, quindi a un certo punto mi alzo e vado alla nursery... vedo mio figlio nell'incubatrice... e vengo presa dal panico... giro i tacchi e letteralmente "fuggo". La mattina me lo portano. Non mi dicono nulla... non mi spiegano come fare....semplicemente me lo consegnano... lasciano li la culla e niente più. Provo ad attaccarlo al seno, lui ha fame, è vorace, ma i miei capezzoli sono piatti e non riesce ad attaccarsi.. e si arrabbia... io sono sempre più depressa.
Il terzo giorno gli viene l'ittero... quindi deve stare 24 ore sotto la lampada... e ovviamente non lo attacco. Al quinto giorno ci dimettono... forse un po’ troppo in fretta... nel frattempo faccio allattamento misto e noleggio anche un tiralatte... con risultati desolanti... dal mio seno esce un misero rigagnolo di latte... e Paolo non riesce nemmeno ad attaccarsi.... Torniamo in ospedale per il controllo della bilirubina... che risulta alle stelle...quindi nuovo ricovero e altre 24 ore sotto la lampada. Continuo con il tiralatte e con l’allattamento misto.. che mi prova fisicamente... è difficile lottare con un bimbo arrabbiato che non riesce ad attaccarsi e poi preparare comunque anche il LA cercando di rimanere lucida tra misurini, scaldabiberon, sterilizzatori e bambino urlante.... Sono stanca e depressa, ma sento di dovere almeno provarci ancora un po’. Mia madre mi sta con il fiato sul collo, dice che faccio soffrire la fame al bambino. Il colpo di grazia me lo da il pediatra che visita Paolo al controllo in ospedale. Con fare accusatorio mi chiede:”Signora... perché questo bambino non cresce???”.
Decido che non vale la pena soffrire in due per settimane o forse mesi. Smetto di provarci e non c’è nemmeno bisogno di fare nulla per fare andare via il latte, che in sostanza non c’è nemmeno mai stato.
Da quel momento il bambino comincia a fiorire... prende peso e si tranquillizza. Io comincio a sperimentare le gioie della maternità. Se qualcuno mi chiede se gli do il MIO latte rispondo “Certo, che è mio... lo compro in farmacia... quindi è mio.” E sia ringraziato chi lo ha inventato.
Oggi Paolo ha due anni, è uno splendido bambinone di 13 chili ..... lo adoro, è la mia vita.
E francamente quando sento dire che “Il latte c’è sempre."... mi si annebbia un po' la vista.
Auguri a tutte di uno splendido allattamento.