"purtroppo non ce l'abbiamo fatta " storie di allattamento finite male

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Cosetta
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Post by Cosetta »

glorietta73 wrote:Ciao a tutte.
Paolo nasce inaspettatamente alla 36esima settimana, dopo una gravidanza priva di qualsiasi problema degno di essere ricordato. Il parto è lungo e difficile, 17 ore che mi lasciano devastata fisicamente e psicologicamente. Priva di ogni esperienza, non so bene cosa mi aspettassi, ma di sicuro non mi aspettavo questo. Non provo nessuna della meravigliose sensazioni che sognavo di provare da sempre. Quando alla fine il bimbo nasce grazie alla ventosa e al ginecologo sulla pancia, l'unica cosa che riesco a pensare è "Signore, grazie che sia finita". Il bimbo sta bene, ma è nato pre-termine e ha la testa a pera causa ventosa. Praticamente non me lo fanno neanche vedere, lo portano subito in osservazione. Quindi, la prima notte non provo nemmeno ad attaccarlo al seno. Mi dicono di riposarmi, al bimbo ci pensano loro. Io sono a pezzi, ma non riesco a dormire, quindi a un certo punto mi alzo e vado alla nursery... vedo mio figlio nell'incubatrice... e vengo presa dal panico... giro i tacchi e letteralmente "fuggo". La mattina me lo portano. Non mi dicono nulla... non mi spiegano come fare....semplicemente me lo consegnano... lasciano li la culla e niente più. Provo ad attaccarlo al seno, lui ha fame, è vorace, ma i miei capezzoli sono piatti e non riesce ad attaccarsi.. e si arrabbia... io sono sempre più depressa.
Il terzo giorno gli viene l'ittero... quindi deve stare 24 ore sotto la lampada... e ovviamente non lo attacco. Al quinto giorno ci dimettono... forse un po’ troppo in fretta... nel frattempo faccio allattamento misto e noleggio anche un tiralatte... con risultati desolanti... dal mio seno esce un misero rigagnolo di latte... e Paolo non riesce nemmeno ad attaccarsi.... Torniamo in ospedale per il controllo della bilirubina... che risulta alle stelle...quindi nuovo ricovero e altre 24 ore sotto la lampada. Continuo con il tiralatte e con l’allattamento misto.. che mi prova fisicamente... è difficile lottare con un bimbo arrabbiato che non riesce ad attaccarsi e poi preparare comunque anche il LA cercando di rimanere lucida tra misurini, scaldabiberon, sterilizzatori e bambino urlante.... Sono stanca e depressa, ma sento di dovere almeno provarci ancora un po’. Mia madre mi sta con il fiato sul collo, dice che faccio soffrire la fame al bambino. Il colpo di grazia me lo da il pediatra che visita Paolo al controllo in ospedale. Con fare accusatorio mi chiede:”Signora... perché questo bambino non cresce???”.
Decido che non vale la pena soffrire in due per settimane o forse mesi. Smetto di provarci e non c’è nemmeno bisogno di fare nulla per fare andare via il latte, che in sostanza non c’è nemmeno mai stato.
Da quel momento il bambino comincia a fiorire... prende peso e si tranquillizza. Io comincio a sperimentare le gioie della maternità. Se qualcuno mi chiede se gli do il MIO latte rispondo “Certo, che è mio... lo compro in farmacia... quindi è mio.” E sia ringraziato chi lo ha inventato.
Oggi Paolo ha due anni, è uno splendido bambinone di 13 chili ..... lo adoro, è la mia vita.
E francamente quando sento dire che “Il latte c’è sempre."... mi si annebbia un po' la vista.
Auguri a tutte di uno splendido allattamento.


però nel tuo caso parli di capezzolo piatto e di ittero (che di suo, indipendentemente dal fatto di stare separati) li rende sonnolenti e poco attivi nel ciucciare.
Non stai parlando di "latte che non c'è".
Anche l'idea che col tiralatte dovrebbe sgorgare a fiumi è sbagliata, è normale che ne venga fuori poco, qualcuno non riesce proprio a tirarselo.
Il tuo è un tipico caso in cui con un aiuto di qualcuno di esperto, o anche solo con maggiore informazione (come tirare fuori il capezzolo prima della poppata, come usare il tiralatte), avresti potuto farcela, ecco perchè non possiamo fermarci a "il latte talvolta non c'è".
Anche io con Irene ho avuto difficoltà, a due settimane dalla nascita non aveva recuperato il calo fisiologico, ma a me il pediatra ha dato qualche consiglio e un medicinale per aumentare il latte, prima di far altro.

Volevo chiedere a chi ha avuto bimbi in cura per l'ittero: possibile che non diano la possibilità di attaccarli al seno? da nessuna parte? siamo decisamente indietro...
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lenina
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Post by lenina »

Cos73 wrote:Volevo chiedere a chi ha avuto bimbi in cura per l'ittero: possibile che non diano la possibilità di attaccarli al seno? da nessuna parte? siamo decisamente indietro...


qui (e anche a Cecina) si può prenderli per allattarli anche ogni meno di 2 ore
“Bisogna prendere il denaro dove si trova: presso i poveri. Hanno poco, ma sono in tanti.” (Ettore Petrolini)

http://franceefamiglia.com/



Mamma di Lorenzo: 04/12/2007 e di Marzia (ex parassitina poi BIMBA BUFFA ora BIMBA PAZZA) 27/12/2010



“…Anche se, adottando certi metodi, i nostri figli, forse, mangerebbero meglio o dormirebbero di più, ci ubbidirebbero senza lamentarsi o starebbero un po’ più zitti, noi non li possiamo usare. E non necessariamente perchè questi metodi siano inutili o controproducenti, nè perchè causino traumi psicologici. Alcuni dei metodi che criticheremo in questo libro sono efficaci, e forse qualcuno sarà anche innocuo. Ma ci sono cose che, semplicemente, non si fanno”.
Carlos Gonzales.
Tratto da "Besame Mucho"
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Gabry
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Post by Gabry »

Cos a noi, e ci siamo stati pochissimo, fu permesso solo di portare il mio latte tirato, non di allattarlo lì in loco.
"È possibile non commettere nessun errore e perdere lo stesso. Non è una debolezza, è solo la vita." [J. L. Picard]
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