Cos73 wrote: Volevo chiedere a chi ha avuto bimbi in cura per l'ittero: possibile che non diano la possibilità di attaccarli al seno? da nessuna parte? siamo decisamente indietro...
In effetti al secondo ricovero avevo l'incubatrice col bambino in camera e se il bambino aveva fame me lo davano... ma gli davo o il latte tirato o LA... dicevano che doveva stare fuori dalla lampada il meno possibile....
Comunque è vero, forse con un po' di supporto in più ce l'avrei fatta, ma è andata così e non ho più di tanti rimpianti.
Saluti a tutti e grazie
Due figli, uno allattato molto bene per sette mesi senza alcun problema anzi, allattavo ininterrottamente e per questo volevo smettere. Mio marito invece mi faceva forza e mi spronava. Il bambino cresceva un chilo al mese per i primi quattro mesi, consumavo coppette assorbi latte a go-go, ero in montata lattea perenne. Lo toglievo, lo surgelavo, lasciavo bimbo e biberon (di latte mio) ai nonni e lui mangiava indifferentemente da me e dal bibe. Insomma mi permettevo quello che volevo e a lui andava tutto bene. Poi rientro al lavoro e contemporaneamente mi arriva il primo ciclo e sparisce in una notte il latte. Ma lui sapeva mangiare le pappe, e prendere il biberon (lo teneva con le sue manine, giuro, a sette mesi). Ad onor del vero l’ospedale in cui era nato dedicava molto tempo all’insegnamento dell’allattamento e tornammo a casa “imparati”.
Poi arriva la piccola. Decremento della curva di crescita tra il settimo e l’ottavo mese e decremento maggiore tra l’ottavo e il nono. Monitoraggi nell’ultimo mese tutti i giorni per tenere sotto controllo la situazione. La bambina nasce a termine ma piccoletta (kg 2.550). Il primo giorno la trovo con il monitoraggio cardiaco perché i battiti sono bassi e bisognava capirne l’origine (fortunatamente era solo lo stress post parto); il secondo giorno il calo fisiologico l’aveva portata a Kg 2.300 che era in percentuale troppo rispetto al suo peso e quindi le diedero il primo biberon di la (tutto vomitato); il terzo giorno aveva l’ittero alto, sempre in rapporto al suo peso, e quindi fece la fototerapia. Insomma l’allattamento era sempre in secondo piano rispetto alle esigenze cliniche.
Finalmente andiamo a casa. E io allatto con le ragadi a causa del tiralatte elettrico (in ospedale ero in montata ma non mi davano la bambina perché doveva terminare la fototerapia, era notte, con le infermiere cercavamo una pomata adatta ma al 23/12 avevano finito le scorte e la farmacia PASSAVA SOLO I FARMACI SALVA VITA –ospedale Niguarda di Milano ndr- quindi dovetti aspettare mio marito che da casa mi portava la fitostimolina ma ormai il danno era fatto). Riuscii ad allattare, male, per un mese fino a che non fu mio marito a decidere di comprare la prima scatola di LA. Arriviamo con un mese di pianti ininterrotti alla visita di controllo in ospedale. La porto con un culetto spaventosamente rosso e a puntini bianchi (comparso la sera prima ma visto che c’era la visita misi solo una spalmata di pasta di fissan) e l’infermiera mi chiese se lavavo la bambina (?!?!?!). Era candida, tutto il tubo digerente ne era infestato. Quando raccontati la vita che facevo per nutrirla mi consigliarono di lasciare perdere (che tanto non rendeva, ma aveva comunque preso un chilo la piccola) e mi diedero subito il Dostinet (ma non ce n’era bisogno). In quel mese non ero mai stata in montata, mai bagnato una coppetta insomma nonostante il dolore, le creme, i paracapezzoli, il metodo ecc. la mia produzione di latte era veramente scarsa.
Da quel momento in poi le cose precipitano. La bambina piange ininterrottamente, ha dolori di pancia sempre, ha il raffreddore sieroso sempre, la dermatite topica e la crosta lattea. Prendeva il milicon ad ogni pasto, l’alginor alla sera e pure la tachipinira. Ad un certo punto iniziò anche la diarrea. In pratica era intollerante al lattosio e venne nutrita a latte di soia e riso fino all’anno di età per passare poi al latte di capra. Ma ormai il danno era fatto.
credevo che qui si raccontassero storie di allattamento finite male. Ma non per sentirsi dire "con un po' d'aiuto ci saresti riuscita!" oppure "anchh'io ho iniziato male ma ho nperseverato nella sofferenza e nel dolore e sono riuscita ad allattare 9, 18, 36 mesi".
Ho allattato fasticosamente per due mesi in modo esclusivo (ma dopo 36 giorni dal parto avevo già il primo ciclo - dico subito che lo so che non dovrebbe influire sulla produzione di latte, così jnessuno me lo farà notare), poi Alice ha cominciato ad avere sempre più fame, soprattutto nelle poppate pomeridiane e serali. La attaccavo anche dopo un'ora, un'ora e mezzo, ma di latte ne usdcivano poche gocce. Allora ho cominciato con il tiralatte la mattina (un'ora di tirate per ottenere quei 100 - 120 ml per integrare le poppate pomeridiane e serali) e ALice prendeva parte della poppata al seno e parte al biberon con latte tirato. Poi anche il latte tirato ha cominciato a diminuire, tanto che la pediatra (fervente sostenitrice dell'allattamento al seno!) mi ha consigliato la giunta di LA nelle poppate più scarse. Così ancora un mese, ma com'è ovvio, con la giunta il latte tende a diminuire sempre più. Intanto però Alice finalmente non aveva più quei dolori atroci che noi credevamo coliche e invece con tutta probabilità erano i morsi della fame, il che, finalmente, mi ha fatta sentire adeguata come mamma: chi può credere che sia più adeguata, invece, una mamma che pur dedicando 24 ore su 24 a tetta e tiralatte non riesce a sfamare sua figlia? La ginecologa, alla visita di controllo, mi ha detto "scusi il paragone irriverente, ma neppure tutte le mucche producono la stessa quantità di latte! E' vero che tutte le donne possono allattare, ma non tutte possono farlo in modo sufficiente a nutrire adeguatamente i figli e a dare loro anche qualcosa di più del nutrimento!!" Mi ha detto anche che, statisticamente, le nutrici migliori sono le donne che scelgono di non lavorare; quelle, come me, che non solo devono farlo, ma avendo studiato una vita intera non intendono rinunciare a una realizzazione personale lavorativa, difficilmente riescono a protrarre l'allattamento molto a lungo.
Com'era ovvio, prima della fine del quarto mese il latte se n'è andato del tutto, poco a poco e senza pastiglie. E Alice ha continuato col solo LA. E ha sempre mangiato, dormito, fatto la cacca, giocvato serenamente e senza problemi. Ha ereditato la mia complessione sana e robusta, perciò nonostante il nido si ammala meno degli altri bimbi. Ha una mamma non a tempo pieno ma che ha orizzonti vasti da farle conoscere, che le recita poesie d'amore, le canta canzoni, la fa ballare, le mostra la bellezza dei fiori, dei panorami lacustri e montani... e non da ultimo un papà meraviglioso che, oltre a darle il biberon da quando abbiamo iniziato col tiralatte, la fa ridere e giocare ogni momento che può.
Si può essere genitori in mille modi diversi, e sempre si è nel giusto e sempre si sbaglia, ognuno a modo suo. La serenità dei bimbi è giudice; e la mia, quando la sera sorride mentre la mettiamo nel lettino e si addormenta da sola, o quando, la mattina, la troviamo sveglia e quieta che gioca seduta nel lettino, ci dice che non abbiamo sbagliato più degli altri.
Certo, se avessi avuto la fortuna della mia amica Iolanda, che con una tetta allattava il bimbo e con l'altra riempiva biberon su biberon di latte da congelare, avrei allattato più a lungo,, perchè oltre al latte avrei potuto dare anche gioia e serenità. Ma di latte ne avevo molto meno, e ciò che trasmettevo era anche l'angoscia di sapere che mia figlia aveva sempre fame, e che la fame non le consentiva neppure di riposare.
E non credo che nessuno debba giudicarmi per questo.