qAnto 59 wrote:Quoto Caterina e dico per es. che a gennaio al nido dove lavoro ho seguito l'inserimento di una bimba di 2 annie mezzo,ebbene non stava seduta a tavola,buttava l'acqua o il suo cibo nei piatti degli altri,mordeva ,stappava di mano i giochi agli altri e prendendoli da dietro per i piedi li faceva cadere.Non sapevo cosa fare anche perchè nel colloquio preliminare nulla di tutto ciò era emerso poi parlando giorno dopo giorno con la mamma ho scoperto che erano cose che faceva anche a casa.Gli altri bambini che mangiavano con lei erano sconcertati poichè si trovavano regolarmente roba nel piatto che non era loro,la mamma diceva che era il suo carattere,io suggerivo di contenere alcuni atteggiamenti poichè pericolosi per gli altri(fare cadere i bambini prendendoli da dietro),morale l'altro giorno la mamma era disperata perchè la bimba era scappata via da sola in strada,non ascolta,non obbedisce.Penso che un minimo di regole servano per se stessi e per gli altri poichè non viviamo soli ma in una comunità piccola o grande che sia.Forse intendevano questo per regole di buona educazione.
Sono questioni complesse. Tu stessa dici "Non ascolta", poi però il giudizio è nel complesso sulla madre (tanto per cambiare), che sarebbe stata incapace di insegnarle le regole e di "contenere gli atteggiamenti".
I maestri di Irene, alla scuola dell'infanzia (quindi con bimbi da tre anni in su) dicevano sempre che è normale che non abbiano ancora imparato, a quell'età, a aspettare il loro turno, ad esempio. E lo riconoscevano tranquillamente come onere di loro competenza, come cose che avrebbero imparato LI', stando in comunità (del resto è assurdo pretendere che una famiglia che ha un bambino non gli presti attenzione immediata per insegnargli che poi, in gruppo, non potrà averla...).
E infatti tutti, chi più chi meno, chi prima chi dopo (vivaddio la variabilità soggettiva e il fatto che non cresciamo cloni tutti uguali) l'hanno semplicemente imparato. E mai è stato chiesto di insegnarglielo a casa, per quanto la loro impazienza a tratti sarà stata sicuramente laboriosa e fastidiosa.
Segui questa bimba di due anni e mezzo, e quella mangia ogni giorno a pranzo all'asilo? Insegnaglielo tu a non mettere il cibo nel piatto altrui ecc ecc: dal momento che frequenta l'asilo, metà dei pasti li fa lì e metà a casa, quindi se dopo mesi non ha ancora imparato non è solo "colpa" della madre"!
Quello che voglio dire è
- che non è sempre così semplice e automatico. Non credo che la mamma di quella bimba le insegni a spargere il cibo, che abitualmente in casa loro facciano di quelle cose, che non le dica di non farlo. Probabilmente ci sono dei motivi un po' più complessi, e forse semplicemente smetterà quando sarà il momento
- che bisognerebbe smettere di dare sempre la COLPA alle mamme a priori, e se non iniziamo noi che siamo mamme...
(poi magari è vero che basterebbe un po' di polso in più, ma non è detto che le cose siano così semplici, magari quella mamma ci prova senza successo e oltretutto deve prendersi anche dell'inadeguata).
- mi pare che spesso maestri e educatori si scoccino perché vorrebbero la pappa pronta, i bimbi "perfetti" già impostati con cui fare poca poca fatica

