Parlare al bambino nella pancia

...linee, punti, sfere, in essere e in divenire
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nanà
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Post by nanà »

sinceramente quando ero incinta non gli parlavo mai, mi veniva innaturale ma non ho mai smesso in quei 9 mesi di accarezzare la pancia.
Era una sensazione positiva per me e mi faceva sentire bene.
Da che è nato,poi non ho smesso di parlare,mi piaceva raccontargli ogni minimo dettaglio della nostra vita.
Eravamo sempre soli io e lui tutto il giorno.
CAntare poi...lasciamo stare.All'inizio lo cullavo cantandogli una semplice ninna nanna, lui qualchevolta si addormentava(non so se per il fastidio eh!).
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15 ottobre 2009
due anni di tetta!:tettonaesaurita:...e la storia continua....

il mio blog http://ilmondodinana.blogspot.com/
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Apetta
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Post by Apetta »

Con Leo parlavo tantissimo,ero tutto un coccolare la pancia, ascoltavo musica, cantavo...

Con bagi al momento nulla...forse ho solo meno tempo
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Leo sa benissimo che tu ci sei, che il tuo amore e la tua presenza sono una roccia, per questo cammina un pò distante, perchè le tue braccia sono un porto sicuro dove tornare (Chiccha)
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Yiddishmama
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Post by Yiddishmama »

ginger wrote:Io sono stonatissima e questo per me è un freno non indifferente.
Riesco a cantare solo se sono sola in casa e con la musica sotto. In questo periodo sto ascoltando e cantando Capossela, Battiato, Guccini e gli Avion Travel.
Quando arriva suo padre invece si passa alla musica straniera, Cure, Radiohead, Smiths...

Proverò a fare qualche gorgheggio ma mi sa che mi farà lo stesso effetto del parlare.




Pensavo anche io che anziché leggere delle filastrocche per bambini potrebbe essere altrettanto efficace leggere della poesia. Alla fine è questione di ritmo e musicalità.
Puntavo a Montale.
Alla peggio sarà un buon ripasso per me.
Minchia, Montale? Non è ritmatissimo.
Gozzano?
Ho mille libri sotto il letto, non leggo più. Ho mille sogni nel cassetto, non lo apro più.
G. Togni
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