Re: ritirato dalla classe per troppi stranieri
Posted: Tue Sep 10, 2013 12:17 pm
saggia e esperta donna!Lidia wrote:Io parlo da immigrata. Ho vissuto all'estero per anni.
E' ovvio che quando sei in un posto totalmente sconosciuto cerchi i tuoi connazionali, non ci trovo nulla di strano. Non significa "non volersi integrare". In Zambia mi sono integrata benissimo, e anche in Australia. Avevo e ho tutt'ora amicizie estremamente importanti. Però avevo anche molto bisogno di stare con persone con le mie stesse radici. Non è facile trovarsi in un luogo dove non hai idea di cosa passi per la testa delle persone. E' faticoso, mentalmente, dover sempre fare i conti con un passato diverso, abitudini diverse, mentalità diversa. Non necessariamente di lingua diversa. Io sono mezza inglese, l'inglese è la mia prima lingua, eppure in Australia facevo una grande fatica. Uscire con ragazze italiane mi rassicurava e mi lasciava riposare la mente. Cercare i propri connazionali non è segno di non volersi integrare.
Che poi fosse facile. Lo straniero intimidisce anche la persona più aperta. Adesso, sinceramente, chi al parco si avvicina a una donna col velo che parla arabo coi suoi bambini? In Australia al parco non mi cagava nessuno.
Che alcune persone disprezzino certi usi nostri è vero. Anche alcuni di noi li disprezzano, eppure vivono nei "loro" paesi, magari per sfruttarli.
Che non adottino in toto il nostro modo di vivere invece mi pare più che legittimo. Anzi, quanto si impoverirebbe il mondo se tutti si uniformassero (cosa che già sta succedendo)
Non è che quando ho vissuto in Africa sono stata costretta a vestirmi come loro (lo facevo spesso, ma perché mi piaceva).
E nemmeno a girare con le tette fuori. Avrei dovuto? Non credo proprio. Ma non vuol dire che non mi voglio integrare, né che disprezzi il loro modo di vivere. Semplicemente, la mia cultura mi porta a non volerlo fare.
Però poi le donne dei villaggi non mettono pantaloni, e io sì. Certo, magari non andavo con gli shorts, (tette sì, gambe no).