Faccio davvero fatica a commentare come le persone gestiscono i figli, figuriamoci per riportato.
Però posso rispondere al tema che mi sembra quello generale (regole ferree contro lassismo).
Io come Lella sono per una sana via di mezzo, nel senso che tenderei a mettere regole su regole salvo poi rendermi conto che inducono stress senza arrecare grandi benefici.
Quindi con gli anni mi sono sono ammorbidita assaje
Punti di vista sull'accudimento
Moderator: Paola
- laste
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Re: Punti di vista sull'accudimento
Ruggero 8 maggio 2004,Dario 14 maggio 2007,Irene 17 dicembre 2010
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Quando sei nato non puoi piu' nasconderti
e quando sei genitore ancora meno
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- Pol&son
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Re: Punti di vista sull'accudimento
Lo so che non è giusto giudicare a casa altrui ma io a volte non riesco
Quando sento di neonati lasciati piangere o quando vedo bimbi parcheggiati dormire in passeggino a notte inoltrata e i genitori che ballano a me si chiude la vena
Io sono ad alto contatto e le regole base ci sono.
Ma onestamente a me capita di rendermi conto di giudicare e di conseguenza avere una chiusura, soprattutto verso questi due atteggiamenti (oh anche gli sberloni educativi. Se scappa capisco, ma per educare no)
E inevitabilmente prendo le distanze anche dalle persone
Forse sbagliato ma mi viene
Quando sento di neonati lasciati piangere o quando vedo bimbi parcheggiati dormire in passeggino a notte inoltrata e i genitori che ballano a me si chiude la vena
Io sono ad alto contatto e le regole base ci sono.
Ma onestamente a me capita di rendermi conto di giudicare e di conseguenza avere una chiusura, soprattutto verso questi due atteggiamenti (oh anche gli sberloni educativi. Se scappa capisco, ma per educare no)
E inevitabilmente prendo le distanze anche dalle persone
Forse sbagliato ma mi viene
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Vero190980
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Re: Punti di vista sull'accudimento
Ma che poi in questo caso non sono mica andata a casa loro a giudicare. Le considerazioni riguardo quel modo di crescere ed educare i propri figli le ho fatte poi, cercando di capire cosa mi avesse davvero tanto toccata di tutto l'episodio.
Ad ogni modo anche io mi considero ad alto contatto..cercando però sempre di rispettare le esigenze delle bimbe. Una delle 3 è molto indipendente, è stata anche tanto sola in ospedale, quindi non ama il contatto mentre dorme, mentre le altre due si addormentano con le carezze o le coccole. Ad esempio. Se le abbraccio ridono mentre lei tende a lamentarsi. E allora con lei cerco e provo canali differenti.
Cioè questo per dire che, accudire non significa coccolare o sbaciucchiare o giustificare sempre e solo. Significa cercare di dare a ciascun figlio quello che per carattere o per sua natura necessita. Uno ha bisogno di più dolcezza, l'altro di più autonomia, l'altro di compagnia, un altro ancora di solitudine... certo non farò mica tutto giusto è.. non è questo che volevo dire con questo post. Non che io, coccolando le mie figlie faccio bene e chi è severo fa male. Voglio dire che i bimbi, per piccoli che siano vanno considerati come persone, e quindi capiti empaticamente, cioè cercando il più possibile di mettersi nei loro panni, prima di qualsiasi decisione.
Considerare sti bimbetti di neanche 2 anni come cose, prenderli, metterli, lasciarli, pretendere che obbediscano cose che nemmeno capiscono, secondo me ha più del "pastore" che del genitore. Non sono gattini che vanno sfamati e puliti e poi lasciati dove è più comodo. Sono persone, fatte e finite con la loro personalità precisa e definita, solo che devono ancora imparare ad esprimerla. Secondo me i comportamenti corretti, coerenti, vanno instillati pian piano, sfruttando ogni minima singola occasione per fare notare le cose ad un linvello che man mano che crescono possono capire.
Quindi, voglio dire, a tutti è capitato di dover lasciare il bimbo da qualche parte per lavorare o per altri problemi, ma non so, non mi sognerei mai di portarlo ad esempio come un comportamente altamente educativo ad una mamma più giovane o meno esperta. Lo porterei come un esempio dei sacrifici che si devono fare tra figli e vita lavorativa, ma sottolineerei il dispiacere che ho provato lasciandoli, soprattutto in presenza degli stessi.
Ad ogni modo anche io mi considero ad alto contatto..cercando però sempre di rispettare le esigenze delle bimbe. Una delle 3 è molto indipendente, è stata anche tanto sola in ospedale, quindi non ama il contatto mentre dorme, mentre le altre due si addormentano con le carezze o le coccole. Ad esempio. Se le abbraccio ridono mentre lei tende a lamentarsi. E allora con lei cerco e provo canali differenti.
Cioè questo per dire che, accudire non significa coccolare o sbaciucchiare o giustificare sempre e solo. Significa cercare di dare a ciascun figlio quello che per carattere o per sua natura necessita. Uno ha bisogno di più dolcezza, l'altro di più autonomia, l'altro di compagnia, un altro ancora di solitudine... certo non farò mica tutto giusto è.. non è questo che volevo dire con questo post. Non che io, coccolando le mie figlie faccio bene e chi è severo fa male. Voglio dire che i bimbi, per piccoli che siano vanno considerati come persone, e quindi capiti empaticamente, cioè cercando il più possibile di mettersi nei loro panni, prima di qualsiasi decisione.
Considerare sti bimbetti di neanche 2 anni come cose, prenderli, metterli, lasciarli, pretendere che obbediscano cose che nemmeno capiscono, secondo me ha più del "pastore" che del genitore. Non sono gattini che vanno sfamati e puliti e poi lasciati dove è più comodo. Sono persone, fatte e finite con la loro personalità precisa e definita, solo che devono ancora imparare ad esprimerla. Secondo me i comportamenti corretti, coerenti, vanno instillati pian piano, sfruttando ogni minima singola occasione per fare notare le cose ad un linvello che man mano che crescono possono capire.
Quindi, voglio dire, a tutti è capitato di dover lasciare il bimbo da qualche parte per lavorare o per altri problemi, ma non so, non mi sognerei mai di portarlo ad esempio come un comportamente altamente educativo ad una mamma più giovane o meno esperta. Lo porterei come un esempio dei sacrifici che si devono fare tra figli e vita lavorativa, ma sottolineerei il dispiacere che ho provato lasciandoli, soprattutto in presenza degli stessi.
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