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Posted: Thu Nov 20, 2008 12:24 am
by Giusy
bene oggi ho parlato con la maestra
mi ha detto che cri è pronta per la scuola
anche se è una chiaccherona
però io le ho detto che le lascio ancora un anno di gioco
e a cri che l'anno prosimo sarà la vice maestra :ehehe:

Posted: Thu Nov 20, 2008 10:07 am
by alemia
quindi hai deciso per il no?
io ho il topo di aprile, e credo lo manderò a scuola l'anno prossimo, avra quasi 5 anni e mezzo, ho chiesto alla maestra di osservarlo per potermi dire se è il caso di mandarlo con i suoi amichetti, che già da adesso sono di almeno 6 /8 mesi più grandi, però svolgono lo stesso programma fin d'ora per cui non credo ci siano problemi

io poi sono andata a scuola un anno prima, a cinque anni appena compiuti, e la cosa non mi è pesata per nulla, non è che andando in prima non giocano più eh, può giocare tanto anche il pomeriggio, insomma vedremo mi rimetto a quello che mi dirà la maestra, ho impressione che passare un altro anno a fare le stesse cose di adesso si annoierebbe, lui sta cominciando a chiedermi di fare i compitini anche a casa, e chiaramente anche la nana vuole farli..ahahahah gli ho preso un libro per i tre anni(ad annalisa) e ne ha completato mezzo in un pomeriggio , non c'era verso di toglierglielo davanti..ahahahaah

Posted: Thu Nov 20, 2008 2:57 pm
by Paola
secondo me l'anticipo scolastico è un retaggio del dopoguerra che ci portiamo appresso e che andrebbe abolito, nei paesi più "moderni" dal punto di vista pedagogico addirittura si è procrastinato oltre i 7 (vedi norvegia), mentre in quelli più poveri si tende ad anticipare solo per anticipare l'ingresso nel mondo lavorativo, dove anche un anno a volte fa la differenza.

Io, quindi, valuterei innanzitutto l'offerta formativa della scuola dell'infanzia, se è sufficientemente ricca e stimolante farei fare a cristina un altro anno, se invece è solo un "parcheggio" allora farei valutare a gennaio alle maestre se è il caso di anticipare.

Da madre lo farei SOLO se vedessi mio figlio così "maturo" da poter affrontare un'esperienza del genere senza frustrazioni o pericolo di essere l'ultimo della classe, perché l'anno dopo sarebbe sicuro più preparato.