bellissimo il tuo racconto Claudia
managgia alle amiche magre che ti vengono a trovare tutte tirate
ne sò qualcosa grrrr
un bacio
Raccolta testimonianze di disagio nel post partum
- Claudina
- Ambasciatore

- Posts: 2682
- Joined: Fri Oct 31, 2008 9:25 pm
grazie a tutte della stima e dell'affetto che mi dimostrate...
a chiaretta, un abbraccio speciale.
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Anne79
Allora Rie,ti scrivo qualcosa di getto e non la rileggo altrimenti mi sento sciocca e cancello tutto....
Scrivo queste parole nel momento in cui nella mia mente si affaccia timidamente l’idea
di intraprendere per la seconda questa nuova grande avventura.Mio figlio ha ormai quattro anni e fino ad oggi il ricordo del post parto è stato per me qualcosa da tenere dentro,nascosto.Un sentimento di cui vergognarmi,perché,di certo,una brava mamma,non ha reazioni simili quando ha una creatura sana,dolce e profumata tra le braccia.
La mia gravidanza è stata una sorpresa,nel senso che non avevamo in mente di avere un bambino,ma lui,invece,ha deciso di arrivare e ne siamo stati ben contenti.E’ stato un periodo tranquillo,nel quale mi chiedevo”come sarà” o “chissà se saro’ in grado…”.Nessun problema di salute:i nove mesi sono scivolati via in fretta,tra corredino,cameretta,viaggi,relax e qualche nausea.
Alle 10.26 del 24 Gennaio 2005,in una giornata di neve,divento mamma del mio splendido bimbo.In ospedale mi sentivo bene:passeggiavo tre ore dopo il parto per i corridoi sentendomi piena di energia,di vita,incredula di aver fatto una cosa tanto splendida.
Una volta a casa la situazione è iniziata pian piano a cambiare,a diventare sempre piu‘ cupa per me. E associo,forse sbagliando,il mio malessere al momento dell’allattamento,che in quei momenti mi sembrava durissimo.
Mi soffocava l’idea di dover vivere a completa disposizione di quel piccino,che ovviamente non c’entrava nulla:aveva fame,sempre,di continuo …e io allattavo,allattavo pensando che la colpa era mia,che non avevo abbastanza latte.
Non riuscivo a rilassarmi.Dovevo essere all’altezza del mio nuovo ruolo.
Ringrazio il cielo di avermi mandato qui prima mia madre e poi mia suocera:la loro presenza mi distraeva un po’ dai miei pensieri di inadeguatezza e incapacità.E mi aiutavano parecchio nella gestione del piccolo.
Io continuavo a sentirmi vulnerabile,ogni pianto equivaleva nella mia mente ad un fallimento.Ho sofferto di mastite,ragadi, ma continuavo ad andare avanti per dimostrare a me stessa,o forse agli altri,che potevo essere come tutte le altre mamme.
Col passare dei mesi la situazione andava stabilizzandosi.Il bimbo cresceva bene e lo sentivo sempre piu’ “mio”.Oggi non sono pentita di aver avuto tenuto duro.Ma confesso che tornando indietro,quei momenti mi piacerebbe cancellarli.
Puo’ sembrare sciocco,esistono cose terribili al mondo e questa,che è la piu’ bella,non ho saputo goderla a pieno.
Spero che,il giorno in cui ripetero’ questa esperienza,sapro’ prendere il buono da cio’ che ho vissuto.E spero di avere qualcuno a cui appoggiarmi in caso di difficoltà.
Scrivo queste parole nel momento in cui nella mia mente si affaccia timidamente l’idea
di intraprendere per la seconda questa nuova grande avventura.Mio figlio ha ormai quattro anni e fino ad oggi il ricordo del post parto è stato per me qualcosa da tenere dentro,nascosto.Un sentimento di cui vergognarmi,perché,di certo,una brava mamma,non ha reazioni simili quando ha una creatura sana,dolce e profumata tra le braccia.
La mia gravidanza è stata una sorpresa,nel senso che non avevamo in mente di avere un bambino,ma lui,invece,ha deciso di arrivare e ne siamo stati ben contenti.E’ stato un periodo tranquillo,nel quale mi chiedevo”come sarà” o “chissà se saro’ in grado…”.Nessun problema di salute:i nove mesi sono scivolati via in fretta,tra corredino,cameretta,viaggi,relax e qualche nausea.
Alle 10.26 del 24 Gennaio 2005,in una giornata di neve,divento mamma del mio splendido bimbo.In ospedale mi sentivo bene:passeggiavo tre ore dopo il parto per i corridoi sentendomi piena di energia,di vita,incredula di aver fatto una cosa tanto splendida.
Una volta a casa la situazione è iniziata pian piano a cambiare,a diventare sempre piu‘ cupa per me. E associo,forse sbagliando,il mio malessere al momento dell’allattamento,che in quei momenti mi sembrava durissimo.
Mi soffocava l’idea di dover vivere a completa disposizione di quel piccino,che ovviamente non c’entrava nulla:aveva fame,sempre,di continuo …e io allattavo,allattavo pensando che la colpa era mia,che non avevo abbastanza latte.
Non riuscivo a rilassarmi.Dovevo essere all’altezza del mio nuovo ruolo.
Ringrazio il cielo di avermi mandato qui prima mia madre e poi mia suocera:la loro presenza mi distraeva un po’ dai miei pensieri di inadeguatezza e incapacità.E mi aiutavano parecchio nella gestione del piccolo.
Io continuavo a sentirmi vulnerabile,ogni pianto equivaleva nella mia mente ad un fallimento.Ho sofferto di mastite,ragadi, ma continuavo ad andare avanti per dimostrare a me stessa,o forse agli altri,che potevo essere come tutte le altre mamme.
Col passare dei mesi la situazione andava stabilizzandosi.Il bimbo cresceva bene e lo sentivo sempre piu’ “mio”.Oggi non sono pentita di aver avuto tenuto duro.Ma confesso che tornando indietro,quei momenti mi piacerebbe cancellarli.
Puo’ sembrare sciocco,esistono cose terribili al mondo e questa,che è la piu’ bella,non ho saputo goderla a pieno.
Spero che,il giorno in cui ripetero’ questa esperienza,sapro’ prendere il buono da cio’ che ho vissuto.E spero di avere qualcuno a cui appoggiarmi in caso di difficoltà.
